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'Siamo tutti sulla stessa barca'
Carenza di personale, videosorveglianza, maggiore collaborazione tra cittadini e forze dell'ordine sono i punti nodali dell'intervento di Lauriola all'incontro sui giovani maggiorenni organizzato dallla Pastorale Giovanile 
Pubblicato il 7 febbraio 2010 alle 23:59
di Anna Castigliego



Collaborazione tra cittadini e forze di polizia per garantire maggiore sicurezza in città è l'appello forte lanciato dal dirigente capo della polizia di Manfredonia, Antonio Lauriola, intervenuto al terzo appuntamento del ciclo di incontri dedicati ai giovani “maggiorenni” della città di Manfredonia, organizzato venerdì 5 febbraio scorso dal Servzio Diocesano di Pastorale Giovanile con la vicaria sipontina, in collaborazione con i parroci e gli educatori.

"Pensare al poliziotto come amico, vicino al prossimo - esordisce Lauriola - dove però ognuno deve fare la sua parte, deve dare il suo contributo se vogliamo che questa città cresca, siamo tutti sulla stessa barca. Ogni cittadino vorrebbe il poliziotto sotto casa ma non è possibile a causa della carenza di personale. Io sono il primo a dispiacermi quando non possiamo intervenire perchè magari l'unica pattuglia di turno è impegnata in un'altra situazione. Noi come polizia siamo al servizio della gente e cerchiamo di dare delle risposte che voi cittadini dovete pretendere e come cristiani dobbiamo dare di più".

Lauriola si mette subito a disposizone nel rispondere alle numerose domande della gente presente in sala che, molto attenta alla discussione, focalizza l'attenzione soprattutto sui reati giovanili come i numerosissimi casi di bullismo. "Chiediamo da anni la videosorveglianza sia quella pubblica che privata - afferma - perchè sono convinto che se ora andiamo in piazzetta qualche arresto lo facciamo di sicuro. Proprio, ieri, infatti, abbiamo arrestato un maggiorenne e un minore per 40 grammi di hascisc in tasca. Lo spaccio di droga ti cosente di guadagnare cento/duecento euro a sera, come si può pensare di andare a lavorare in una fabbrica per otto ore al giorno per un ordinario stipendio?

Per Lauriola ci sono tanti comportamenti di massa sbagliati come il fatto di uscire tardi la sera, "ai genitori dico di controllare le amicizie che frequentano i propri figli". Duro l'affondo sulle scuole le quali "quando parlano di sicurezza, a volte, lo fanno solo per perdere tempo".

Lauriola, inoltre, parlando del suo lavoro, afferma che quando arrestano i responsabili di un reato "è una soddisfazione perchè si è data una risposta a quel nucleo familiare, a quel territorio". E una riflessione la fa anche sul caso Giusy Potenza, la ragazza uccisa nel novembe 2004 per il cui delitto venne arrestato il cugino del padre. "Per l'omicidio della povera Giusy, il mio maggior sposnor è stato San Michele. In un momento di confusione totale nelle indagini dove si erano fatte mille ipotesi, dove la città, assediata dai mass media, era presentata come lo schifo del mondo, c'è stato l'intervento illuminante del santo. Chi avrebbe mai potuto pensare che ad essere coinvolto fosse il cugino del padre su cui non c'era uno straccio di prova? E' stata la frase di un testimone a farci dirottare le indagini su di lui.

Per me, affidarsi al Signore - conclude -  è importante in tutte le professioni. Ribadisco che bisogna stare vicino alle vittime, di chi denuncia perchè, purtroppo, si finisce sempre per parlare solo dei reponsabili dei reati e vi garantisco che, alla fine, è sempre il bene ad avere la meglio sul male".

Il prossimo incontro, in programma il 5 marzo 2010, vedrà come relatori i candidati sindaci scesi in campo per le prossime amministrative di Manfredonia in cui sarà chiesto loro cosa si aspettano dai cittadini cristiani e cosa i cittadini si aspettano da loro.


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