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Villa Rosa residence per anziani
A Manfredonia sono 1500 gli anziani che vivono soli molti dei quali soffrono di gravi malattie invalidanti.
Pubblicato il 16 maggio 2006 alle 15:57



Villa Rosa
Villa Rosa, la palazzina del primo novecento di rosso dipinta adagiata a mezza costa sulle falde del Gargano che sovrastano Manfredonia, potrebbe divenire un residence per anziani con annesso centro diurno per malati di Alzheimer.

Il progetto è dell’Amministrazione comunale che ha preso in considerazione una proposta operativa di un gruppo di specialisti del settore con una notevole esperienza maturata nel campo dell’Alzheimer con dunque tutte le garanzie per assicurare un servizio di qualità.

“Il problema degli anziani e delle malattie che purtroppo li accompagnano – ha rilevato il sindaco Paolo Campo - è fra quelle in vista nell’agenda dei lavori della giunta che sta vagliando tutte le possibilità offerte dalle moderne tecnologie per allestire un servizio di grande spessore sociale e che non può più essere rinviato nel tempo: il rischio è infatti quello di rimanere spiazzati in un futuro molto vicino. Ecco perchè occorre porre oggi una attenzione previdente”.

I numeri che delineano la questione sono quanto mai esplicativi. Dal Piano sociale di zona che l’Amministrazione comunale sta sostenendo e seguendo con grande attenzione, si evidenzia che gli anziani che vivono soli sono, solo a Manfredonia, 1.500. Un dato peraltro in espansione.

“Si tratta di anziani – evidenzia l’assessore alle politiche sociali Paolo Cascavilla, coordinatore del Piano sociale di zona – che in numero sempre maggiore chiederanno in futuro l’intervento del Servizi sociali, dal momento che la famiglia o non sarà disponibile o non ce la farà a sostenere il peso dell’assistenza e della cura”.

Oltre alla crescita del numero degli anziani, preoccupante è l’incidenza di malattie legate all’aumento dell’età. In particolare le demenze e soprattutto l’Alzheimer divenuta ormai una emergenza non solo sanitaria ma sociale. La demenza colpisce una persona su venti oltre i 65 anni, e una su cinque oltre gli ottanta. Nella provincia di Foggia su una popolazione di 693 mila abitanti circa, le demenze senili colpiscono 41 mila persone cui bisogna aggiungere 1628 nuovi casi all’anno. Nella Puglia su una popolazione di poco più di 4 milioni di abitanti, il numero dei dementi si aggira intorno alle 245 mila unità con un incremento annuo di oltre nove mila nuovi casi. L’incidenza di Alzheimer è del 53 per cento sul totale delle demenze senili.

“Sono cifre allarmanti che tuttavia – annota l’assessore Cascavilla – non connotano completamente la situazione dato che la malattia non è visibile e non si sa quanti siano realmente gli ammalati sul territorio e quale la loro gravità. Il peso dell’assistenza poggia esclusivamente sulla famiglia, in assenza di servizi territoriali e in particolare di centri diurni attrezzati”.

L’Alzheimer è una malattia che dura dai 10 ai 15 anni e per i due terzi di questo periodo non vi è bisogno di ricovero ospedaliero o di residenze sanitarie assistite. Nei centri diurni è possibile un intervento terapeutico appropriato anche con il supporto delle famiglie degli ammalati.

“A questo punto – afferma Cascavilla – è indispensabile per porre il problema all’attenzione politica e sociale, la nascita di associazioni dei familiari degli anziani malati, la predisposizione di un piano di interventi che preveda la creazione di centri specializzati e quindi lo sviluppo di adeguate campagne di informazione”.

Attività che il Comune di Manfredonia ha già avviato. “E’ all’esame delle forze politiche e sociali – annota l’assessore alle attività produttive Enrico Barboneuna proposta concretizzata in un progetto definito di un gruppo di specialisti con una consolidata esperienza nel settore, in grado di realizzare una residenza assistita e un centro diurno specifico per i malati di Alzheimer che vi potranno trascorrere la buona parte delle giornata. L’idea è quella di utilizzare Villa Rosa che verrebbe così recuperata da un abbandono che l’ha portata pressoché alla distruzione e impiegata per un servizio di grande interesse sociale”.
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