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Famiglia numerosa cerca casa
In 10 in un pianoterra di 50 mq. sotto sfratto. Proprietari in fuga quando sanno della presenza di tanti bambini e non c’è busta paga che tenga
Pubblicato il 25 marzo 2008 alle 17:18
di Anna Maria Vitulano

Centro Commerciale Leclerc

Pasqua in apprensione per una giovane coppia di Manfredonia, e per i loro 8 figli, tutti minori, alle prese con un provvedimento di sfratto esecutivo che sarà notificato il prossimo 28 marzo, data entro la quale dovrebbe essere lasciato libero il pianterreno di poco più di 40 metri quadrati (soggiorno, camera da letto, cucinino e bagno) nel quale è domiciliata da 13 anni.

 

L’unica alternativa  per i due coniugi è mettersi in strada con i loro figli: la più grande ha 17 anni, il più piccolo quasi due e mezzo. A Manfredonia trovare casa in affitto con canone di locazione contenuto è una vera impresa, una battaglia persa se a cercarla è una “famiglia numerosa”,  anche quando può dimostrare di essere in condizione di pagare regolarmente un affitto.

 

“Qualche mese fa –raccontano- avevamo trovato un appartamento ma quando i proprietari sono stati informati che avevamo 8 figli, non ci hanno fatto sapere più niente. In passato ci siamo rivolti al sindaco, ai servizi sociali, all’assessore per aiutarci a trovare un nuovo alloggio o per avere una casa popolare, ma anche qui niente. Il problema che abbiamo non è tanto lo spazio limitato, anche se il servizio di igiene dell’Asl che abbiamo chiamato per altri motivi, dopo una verifica ha certificato che la casa “non è idonea” per un nucleo familiare composto da 10 persone; quanto le condizioni igienico sanitarie in cui siamo costretti a vivere per via dell’umidità e della presenza di scarafaggi”.

I

n casa dormono tutti nell’unica camera da letto disponibile, sufficientemente ampia per accogliere due letti matrimoniali e di aprire all’occorrenza un altro lettino a mobiletto. Nel piccolo soggiorno campeggia un tavolo da pranzo attorno al quale ci si dispone per mangiare, quando è il momento, o per farci i compiti di pomeriggio. Agli studi hanno rinunciato i primi due figli della coppia dopo aver completato la scuola dell’obbligo.

 

Il capofamiglia lavora da molti anni in una grossa azienda metalmeccanica di Foggia che fa capo al più noto costruttore automobilistico italiano. In casa porta poco più di 2000 euro che si guadagna ogni mese facendo da 6 anni solo il turno di notte. Pur con immaginabili salti mortali, sua moglie riesce a far quadrare i conti. Sprizza energia da tutti i pori, è battagliera e come una “chioccia coi pulcini” (così la chiamano nel vicinato, usando la forma dialettale) vuol crescere i suoi figli come si deve e proteggerli. “Non vogliamo assistenza –ripetono- ma solo una casa un po’ più grande, che non sia umida e che ci venga affittata ad una cifra ragionevole e la possibilità di poter ricevere dal Comune almeno il contributo sull’affitto”.

 

Manfredonia è alle prese con la sua “emergenza abitativa”: a prescindere dal livello di gravità, alto o basso che sia, è comunque in atto e genera conseguenze negative. Gli antidoti per contrastarne gli effetti ancora non danno i risultati sperati. Poche, finora, le stipule di contratti di locazione con affitto più contenuto rispetto a quello libero per le quali è prevista l’assegnazione per i proprietari di aliquote ICI più favorevoli, e comunque inferiori al limite minimo del 4 per mille.

 

Eppure le case ci sono e tante sono le abitazioni che ancora qualcuno preferisce continuare a tenere sfitte se non spunta il canone che si era prefisso. Per non parlare poi di quanti mettono per iscritto una certa cifra e ne riscuotono una diversa e maggiorata. E’ su questa insensibilità, cui fa da sponda quella della categoria dei costruttori che determinano in assoluta (legittima) libertà i prezzi di vendita degli alloggi di nuova realizzazione, che si dovrebbe anche riflettere e lavorare. La casa è un diritto, viverci dignitosamente è una necessità che non deve fare sconti, specie quando di mezzo ci sono bambini ed anziani.

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