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BMP: nessun ripensamento dei francesi
La fonderia di Macchia chiude. Andranno in mobilità indennizzata anche gli ultimi 54 dipendenti
Pubblicato il 25 aprile 2008 alle 19:00
di Anna Maria Vitulano



Con la comunicazione della volontà da parte della proprietà di avviare la procedura di collocamento in  mobilità dei 54 operai della BMP, appare ormai chiaro che il prossimo, secondo incontro che i vertici aziendali del gruppo francese Le Belier, cui fa capo la fonderia insediata in area ex Enichem con i finanziamenti pubblici della Sovvenzione Globale nell’ambito di un programma di reindustrializzazione ripreso ed ampliato dal Contratto d’Area, terranno tra pochi giorni in Assindustria a Foggia dove si è svolto quello del 16 aprile scorso, servirà solo a prendere atto della decisione di fermare ogni attività nello stabilimento e a spegnere anche quell’ultima speranza di un possibile ripensamento che lavoratori e sindacati avevano affidato alla delegazione inviata in Italia.

 

Nella raccomandata  ricevuta da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic e Ugl, rsu aziendali, Ufficio politiche del lavoro della Provincia di Foggia e Ufficio politiche attive per l’occupazione della Regione Puglia, l’Associazione Industriali di Capitanata si dice spiacente di comunicare che “l’azienda si vede costretta a cessare l’attività di tutte le linee di produzione attualmente in esercizio e ad attivare la procedura di mobilità in ottemperanza a quanto previsto dalla legge n.223/91”.

 

La BMP "opera-va" nel campo della produzione di componenti in alluminio destinati all’industria automobilistica. L’accesa concorrenza sui prezzi scatenatasi nel settore avrebbe avuto ripercussioni sui fornitori come la BMP, cui i maggiori clienti chiedevano un programma continuo di riduzione dei prezzi con conseguente contrazione del fatturato a parità di volumi di vendite.

 

Le perdite di esercizio registrate dalla società sarebbero state di 879.000 € nel 2004, 908.000 nel 2005, 2.058.000 nel 2006. Al fine di arrestare tale crisi, la BMP aveva aperto una prima procedura di mobilità per 106 lavoratori impiegati nelle linee di produzione destinata a Bosch senza sortire gli effetti sperati poiché il risultato netto dell’esercizio 2007 sarebbe stato ancora negativo (-2.196.000 €) e di uguale segno quello del 2008 che nei primi mesi avrebbe già fatto registrare una perdita di 600.000 €.

 

La nota evidenzia altresì che la sopravvivenza dello stabilimento BMP negli ultimi anni è stata resa possibile dalla pesante “assistenza” finanziaria da parte della capo gruppo Le Belier che ora non può più sopportare senza correre il rischio di mettere se stessa in una situazione di grave pericolo.

 

Le misure programmate dalla proprietà per fronteggiare la crisi prevedono il versamento ai lavoratori di tutte le somme dovute per la cessazione dei rapporti di lavoro (TFR e indennità di preavviso) e l’attivazione di un servizio di “outplacement” per consentire ai lavoratori un più facile ricollocamento e diminuire le conseguenze sociali della procedura di mobilità.

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