| | Le alghe sulla spiaggia potrebbero diventare fonte di reddito Un progetto di ricerca propone il recupero di questo materiale organico come fertilizzante per le campagne  La Posidonia che ogni anno si accumula sulla spiaggia sipontina e che con l'arrivo della bella stagione e dei bagnanti viene rimossa, potrebbe diventare una fonte di reddito. La Posidonia oceanica, pianta che svolge un ruolo importante nell'ecosistema marino, viene depositata dalle onde sulla battigia durante l'inverno ed è causa, tra l'altro, di odori fastidiosi dovuti ai processi putrefattivi.
Ma un progetto di ricerca, presentato nell'ambito di Mediterre, Fiera dei Parchi del Mediterraneo, in corso a Bari, propone il recupero di questo materiale organico come fertilizzante per le campagne o per le coltivazioni senza terreno. Nei laboratori di ricerca dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari (Ispa), piante di basilico, rucola e pomodori ciliegino affondano già le loro radici nella posidonia spiaggiata. Una bella ed importante soluzione se si pensa che il problema dello smaltimento della posidonia assume ogni anno dimensioni ragguardevoli.
Basti pensare che nel solo comune di Manfredonia, dati del 2008, ci sono 10.000 m3 di posidonia spiaggiata. Attualmente la posidonia viene raccolta e depositata in discarica, data l'impossibilità di utilizzarla per il compostaggio. Il D.L. 217 del 29 aprile 2006 decreta, infatti, il divieto dell'utilizzazione di 'alghe e altre piante marine' per la costituzione di prodotti idonei ad aumentare la sostanza organica nel terreno. Manipolata opportunamente, però, la posidonia potrebbe trovare collocazione nel ciclo produttivo come substrato di coltivazione nell'ortoflorovivaismo.
Un interessante progetto, dunque, quello cantierizzato dall' Ispa del Cnr e dalla Provincia di Bari - Laboratorio di biologia marina, con la collaborazione del Dipartimento di scienze delle produzioni vegetali (Dspv) e il Dipartimento di biologia e chimica agro-forestale e ambientale (Dibca) dell'Università di Bari. Unendo l’utile al dilettevole, si eviterebbe di sprecare una risorsa pregevole, con un aggravio dei costi di gestione dei rifiuti da parte del comune sipontino.
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