| | Gioventù Dinamica verso il forum permanente Ampia partecipazione all'incontro di sabato 17 maggio sul tema "Quale stile in politica"
 Continua a raccogliere adesioni la rete “Gioventù Dinamica”, composta da ragazzi impegnati nei vari settori della vita sociale (politica, associativa, studentesca), che al suo secondo appuntamento ha voluto trattare il tema “Quale stile in politica”.L’incontro dei giovani della rete “Gioventù Dinamica”, tenutosi sabato 17 maggio presso il Centro Giovanile di Piazzetta Mercato, ha avuto una rilevante partecipazione in termini di presenze, contributi ideali e proposte operative. Secondo gli organizzatori è merito della molteplicità dei punti di vista che riescono a trovare finalmente un punto comune d’incontro.
Di assoluto rilievo gli interventi del Prof. Domenico Di Iasio (docente universitario di etica dell’ambiente), del Prof. Michele Illiceto (docente di storia e filosofia) e della Dott.ssa Immacolata Notarangelo, a cui è seguita una discussione e un confronto coi giovani.
Di Iasio ha posto l’accento sulla “lotta contro lo scetticismo e il nichilismo, che rappresentano l’abbattimento di ogni criterium veritatis e dunque l’impossibilità del dialogo”, mentre nell’impegno sociale è necessaria proprio la riscoperta di una base comune valoriale, in modo da “unire politica e morale, orientando i nostri comportamenti in tal senso”.
Illiceto, dopo aver suscitato un vivace dibattito col suo “Decalogo per la politica”, sottolinea che “il politico, prima di governare gli altri, deve saper governare se stesso, dato che il primo atto politico è la sperimentazione della responsabilità di se stessi”. Ricordando che “il momento valoriale della politica è fondativo”, denuncia un sistema in cui “i partiti sono diventati acefali ed autoreferenziali, mentre dovrebbero essere luogo del tirocinio politico, della conoscenza dei problemi e di analisi del territorio”. In questo contesto, Illiceto riconosce la bontà dell’iniziativa dei ragazzi di “Gioventù Dinamica”, proprio perché volta all’ascolto, al dialogo e alla formazione di quella che in futuro sarà probabilmente la classe dirigente di Manfredonia.
Sulla capacità di sviluppare una corretta e limpida attività politica si è soffermata la Notarangelo, per cui “un buon politico si distingue dalla capacità di suscitare la partecipazione, il dialogo, la responsabilità condivisa”. Grande attenzione merita, secondo la Notarangelo, la conoscenza del territorio e dei bisogni sociali e la pratica attuazione dei valori troppo spesso solamente decantati.
La riflessione è proseguita con gli interventi dei ragazzi tra cui quello di Francesco Castrignano, per cui “occorre passare dal lamento all’impulso e dall’individualismo all’idea di partecipazione: è in questo modo che si rompe il muro della diffidenza e della sfiducia. Non un solidarismo pietistico, ma una reale corresponsabilità”. Castrignano ha infine avanzato la proposta di un Forum Giovanile Permanente, così da “raccogliere le rappresentanze di tutte le realtà giovanili operanti a Manfredonia per conoscere le esigenze del territorio e rappresentare un interlocutore autorevole per la classe politica”.
Raffaele Frattarolo ha svolto una riflessione sulla figura del politico che “deve essere l’amministratore di tutti, anche di chi non l’ha votato, poiché rappresenta la comunità” e concorda sull’idea di un “incubatore di idee” qual è la rete “Gioventù Dinamica”.
Infine, l’intervento di Adamo Brunetti che mette l’accento sul successo che hanno le iniziative spontanee, che partono dal basso, proprio come la rete “Gioventù Dinamica”, in cui “ognuno mette a disposizione la propria concezione di vita e la confronta con quella altrui, avendo come fine l’arricchimento di tutti”. Per Brunetti il Forum è una sorta di “polmone in cui respirare un’area nuova per poi riportare l’esperienza acquisita all’interno dei propri gruppi di partenza”.
Dal successo dell’iniziativa emerge una forte intenzione di proseguire sulla strada del Forum Giovanile Permanente, anche in vista dell’apertura a Manfredonia del Laboratorio Urbano Culturale, che certamente dovrà essere riempito di idee e di nuove forme di socialità e impegno politico, come quelle messe in atto dalla rete di ragazzi di “Gioventù Dinamica”.
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