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Bancomat clonati a Manfredonia, decine di truffati
I prelievi fraudolenti effettuati da fine giugno
Pubblicato il 15 luglio 2008 alle 12:02
di Maria Teresa Valente



Sono decine e decine i manfredoniani truffati nei giorni scorsi grazie al 'trucco' dei bancomat clonati. Semplice ma efficace lo stratagemma utilizzato dai malviventi, sulle cui tracce sono adesso le forze dell'ordine. È la prima volta che la clonazione, che sta avendo la massima diffusione in Italia, si verifica a Manfredonia.

In sostanza, per carpire i dati delle tessere magnetiche i malviventi pare abbiano utilizzato appositi apparecchi chiamati 'skimmer', che vengono installati nella feritoia di inserimento della carta nei bancomat e sono capaci di leggere e in certi casi immagazzinare su una memoria i dati della banda magnetica delle tessere. Una volta acquisiti i dati della carta e il codice Pin, lo 'skimmer' viene collegato ad un PC e i dati sottratti illecitamente vengono trascritti su tesserine programmabili. I dati così raccolti vengono utilizzati per le frodi sui circuiti internazionali, anche a distanza di mesi, rendendo in tal modo molto difficile contrastare il fenomeno.

Dai conti correnti di almeno una quarantina di manfredoniani risultano prelievi non consistenti, ma costanti, dagli Stati Uniti e dal Kenya. Gli ammanchi avrebbero avuto inizio a fine giugno. Molti degli ignari possessori delle carte si sono accorti subito dell'irregolarità dei prelievi poiché avvisati tramite sms inviati dai propri istituti di credito; altri hanno avuto l'amara sorpresa leggendo l'estratto conto. I sipontini truffati anche di migliaia di euro a testa si sono rivolti alle proprie banche per denunciare l'accaduto e capire cosa stava accadendo.

Arrivare all'identificazione dei ladri telematici non sarà per nulla facile. Non è possibile al momento sapere neanche in quale periodo è avvenuta la clonazione dei bancomat. È tuttavia importante che coloro che hanno notato qualcosa di strano contattino subito la propria banca, per chiedere informazioni e prevenire immediatamente la possibilità di essere stati vittime della clonazione per non dover poi correre ai ripari giustificando prelievi truffaldini e spese non riconosciute.


Dopo quanto accaduto è doveroso ricordare che la banca offre il servizio bancomat a titolo oneroso (vale a dire, riceve un corrispettivo economico per il servizio prestato); quindi, è a suo carico ogni rischio derivante da un uso illecito della carta, che non sia da attribuire al titolare della stessa. I contratti bancari prevedono a carico del cliente l'onere di custodire la carta bancomat ed il codice segreto, ma non anche quello di verificare che l'apparecchio bancomat sia "regolare". Si tratta, infatti, di un controllo che presuppone cognizioni tecniche che è impossibile pretendere dall'utente medio, mentre invece si presume che chi gestisce il servizio debba in qualche modo esserne in possesso. Pertanto si raccomanda agli istituti di credito di effettuare spesso ispezioni alle proprie apparecchiature in occasione dell'ingresso quotidiano in agenzia, ma anche di eseguire controlli durante le eventuali uscite infra-giornaliere.
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