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Risse al CARA di Mezzanone: lo sfogo di Di Nunzio
Il presidente della Circoscrizione: “impossibile affrontare da soli tutte le problematiche della Borgata”
Pubblicato il 3 settembre 2008 alle 16:29
di Anna Maria Vitulano



Se non ci sarà una svolta dopo l’incontro con il sindaco di Manfredonia, Paolo Campo, in programma il prossimo 8 settembre, il presidente della circoscrizione di Borgo Mezzanone, Paolo Di Nunzio si dimetterà dall’incarico.

 

La tensione nella borgata, enclave del territorio comunale sipontino distante solo pochi chilometri dal capoluogo, è altissima a causa di una convivenza divenuta ormai difficile con gli immigrati extracomunitari in attesa di identificazione e di accoglimento della domanda di asilo, stipati nel CARA (Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo) ex Centro di Permanenza Temporanea, dove il numero degli ospiti ha registrato un picco elevatissimo negli ultimi mesi.

 

“Nel campo ci sono attualmente 1083 extracomunitari a fronte di una capienza che non dovrebbe superare le 4-500 unità. Una macedonia esplosiva di etnie, religioni, culture che provoca risse all’interno del campo come all’esterno. L’ultima è scoppiata la scorsa notte –racconta Di Nunzio- proprio nel Centro, con un via vai di ambulanze e l’intervento massiccio delle forze dell’ordine allertate dai carabinieri che prestavano in quel momento servizio. Questa mattina, il Prefetto, Antonio Nunziante, in visita al campo, ha sospeso il servizio pubblico di trasporto e i mezzi che ogni giorno vengono letteralmente presi d’assalto dagli extracomunitari che escono e vogliono raggiungere Foggia, lasciando a terra i residenti, non hanno effettuato le corse. Se tale situazione permarrà –avverte- ci saranno disagi anche per gli studenti che stanno per riprendere la scuola”.

 

L’interruzione del servizio di trasporto avrebbe scatenato la protesta di alcune centinaia di ospiti del campo, in parte rimasti nei pressi della struttura, altri riversatisi a Mezzanone ora presidiata da agenti di polizia, carabinieri e guardia di finanza.

 

“In questo modo non possiamo più vivere. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. Ho chiesto un incontro con il nuovo Prefetto, con il sindaco di Manfredonia, con quello di Foggia e con lo stesso responsabile del CPT. Le problematiche, prima fra tutte quella dell’ordine e della sicurezza pubblica, di cui è costretta a occuparsi la Circoscrizione –sottolinea Di Nunzio, messo sotto pressione anche dagli stessi componenti del consiglio circoscrizionale- vanno al di là delle sue forze e dei suoi compiti. Manfredonia deve darci una mano, così come deve assumersi le proprie responsabilità il Comune di Foggia che qui fa risiedere centinaia di famiglie sfrattate con le quali non è semplice andare d’accordo”.

 

L’ultima speranza di Di Nunzio è riposta nell’esito che potrà dare l’incontro di lunedì prossimo con il primo cittadino di Manfredonia.


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