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Schiavitù e violenza: i dettagli dell'arresto
Un racconto denso di particolari raccapriccianti e scabrosi riguardanti soprattutto la sfera sessuale
Pubblicato il 6 ottobre 2008 alle 15:14
di Anna Castigliego

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Sylvester Kopiczko è il nome del cittadino polacco, di 29 anni, arrestato ieri mattina dalla polizia di Manfredonia per il reato di sequestro di persona, violenza sessuale e circostanze aggravanti, riduzione in schiavitù, nonché resistenza, minacce, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L'operazione della polizia è scattata in seguito ad una segnalazione dell’Interpol polacco su una cittadina polacca S.B. di anni 28, quale presunta vittima di sequestro di persona ad opera del suo connazionale arrestato proprio ieri 5 ottobre 2008. La donna è stata ritrovata, insieme a suo figlio di appena un anno, in un casolare sito in contrada La Scrofola presso Borgo Mezzanone, dove veniva tenuta segregata da quasi due anni.

Il personale della polizia, per evitare eventuali reazioni del presunto sequestratore, si è presentato davanti al cancello del podere in qualità di veterinari Asl ma, non appena l'uomo ha compreso la vera natura degli agenti, ha tentato la fuga cercando di guadagnare l’ingresso nella sua abitazione. Fortunatamente, però il presunto aguzzino, ormai in preda ad un forte stato di agitazione, è stato bloccato prima di entrare in casa, scongiurando così anche il reale pericolo che potesse barricarsi,  prendendo in ostaggio la povera vittima.

Una volta fatta irruzione nell’alloggio, i poliziotti hanno trovato la donna e il figlio di appena un anno, nato a seguito di una delle tante violenze sessuali subite dalla signora, la quale ha raccontato, in un italiano molto stentato ed in un pianto liberatorio scrosciante, il suo calvario: percosse e maltrattamenti, umiliazioni e continue violenze sessuali della peggior specie, costretta a vivere segregata in casa, portando addosso tutti i segni delle violenze subite, il modo in cui era riuscita ad avvertire sua madre in Polonia, nonostante i divieti e i controlli da parte dell'uomo, che le aveva sottratto anche il passaporto. Un racconto denso di particolari raccapriccianti e scabrosi, a detta degli inquirenti, riguardanti soprattutto la sfera sessuale.

Il controllo sulla vittima da parte dell’arrestato era sistematico, totale e senza alcuna via di fuga o speranza di liberazione: la teneva segregata in casa, anche quando si recava per lavoro, in un magazzino di fronte all’abitazione, sbarrando porte e finestre. Il malfattore era agevolato nella sua azione delinquenziale anche perché, vivendo lontanissimo dal centro abitato; la vittima, infatti, non ha mai potuto tentare la fuga, non sapendo poi dove andare e con un bambino così piccolo e bisognoso di tutto.

Durante i tentativi di fuga, due poliziotti hanno riportato lesioni giudicate guaribili in otto giorni. Anche la cittadina polacca sequestrata, avendo riferito dei continui maltrattamenti, è stata sottoposta ad una visita medica in cui le sono state diagnosticate diverse lesioni con prognosi di dieci giorni.

L'arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Foggia, mentre la povera vittima ed il bimbo sono stati affidati temporaneamente ad una struttura protetta in una località segreta.



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