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Siamo tutti colpevoli!
Sul dolore interiore di Jessica, nessuno si è soffermato, si è solo provveduto ad ampliarlo ulteriormente
Pubblicato il 10 ottobre 2008 alle 14:10
di Anna Castigliego



Quando una delusione d'amore può sconvolgerti l'esistenza. E' la storia di "Jessica", la ragazza nota in città per i suoi spogliarelli pubblici.

Noi pensavamo che lo spettacolo di Piazza Duomo del 30 settembre fosse un caso isolato di puro esibizionismo e invece, immediatamente, si sono rincorse le testimonianze di ulteriori e precedenti sue esibizioni pubbliche.

Nessuno sapeva che la "povera" Jessica era afflitta dal dolore lacerante di una perdita, di un cuore spezzato e trafitto, dal malessere interiore di un cuore risentito dell'abbandono, no, a tutto ciò non si è badato; si è pensato, invece, a deriderla, a denigrarla, ad approfittare della debolezza umana, della fragilità altrui per potersi fare una risata, per potersi "sentire uomo".

E' così G. F., di 22 anni, di San Marco in Lamis, si è ritrovata ad essere denunciata per atti osceni in luogo pubblico, violenza e resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, dalla polizia di Manfredonia.

Negli ultimi giorni, non si parlava altro: nei bar, in piazza, si parlava solo di lei, di quella ragazza venuta da qualche paese vicino, per dare sfogo alle sue "voglie", ma non era così. Da dove venisse e soprattutto il perchè del suo atteggiamento, interessava a pochi.

Le sue esibizioni sono state applaudite e ammirate da uomini e anche da donne, a detta della polizia, che, purtroppo, sfruttando il suo momento di debolezza mentale, la incitavano a spogliarsi.

Le segnalazioni, col passare dei giorni, sono aumentate, a qualsiasi ora del giorno e della notte, nelle zone del centro cittadino: da piazza Duomo a Piazzetta Mercato, dal nuovo mercato ittico e Largo Diomede, insomma ovunque, laddove si radunasse un po' di gente che non esitava, appena la vedeva, a invogliarla a spogliarsi. E a qualcuno, figli di una società malata, non bastava il "divertimento" di schernirla ma ha pensato, "male", di filmare le sue esibizioni inserendole sul web, video per fortuna poi rimossi.

Le forze dell'ordine, più volte intervenute ma, all'inizio, solo per riportarla a casa, sono state anche invitate "a lasciarla in pace" dal pubblico presente e a non portarla via, a preoccuparsi di "catturare i veri delinquenti" non sapendo che i veri delinquenti, in quel momento, erano proprio loro.

E così, dopo l'ennesimo intervento, gli agenti del commissariato hanno prelevato la ragazza da Piazzetta Mercato, teatro della sua ultima esibizione, per condurla al pronto soccorso per un esame psicologico. Durante la visita è emerso che la donna, già in cura che aveva sfortunatamente interrotto, era precipitata nel baratro della depressione, in seguito all'abbandono del suo fidanzato.

Immediatamente, le istituzioni locali si sono attivate per decretare il trattamento sanitario obbligatorio per la ragazza, resosi operativo con il ricovero presso un centro di cura pugliese.

Di tutta questa storia resta l'amaro in bocca nell'apprendere, dalle stesse forze di polizia, che la povera ragazza è stata oggetto di atti di vigliaccheria e sfruttamento da parte di quella stessa società civile che invoca più moralità, più pudore per i propri "figli". Sul dolore interiore di Jessica, nessuno si è soffermato, si è solo provveduto ad ampliarlo ulteriormente.

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