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Risolta definitivamente l'emergenza idrica allo Scalo dei Saraceni
I residenti: "Basta con i due pesi e le due misure tra noi e Ippocampo"
Pubblicato l'1 luglio 2008 alle 10:23
di Maria Teresa Valente

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Risolta definitivamente l’emergenza idrica allo Scalo dei Saraceni. La ditta Mucafer di Manfredonia ha infatti  provveduto ad eseguire i lavori di messa in opera di una nuova rete idrica nel villaggio rendendo autonomo ogni residence ed ogni singola villa.

Al momento lo Scalo dei saraceni è l’unico villaggio della riviera sud ad avere adottato questa soluzione. Per ben sette mesi il piccolo insediamento urbano era rimasto senza acqua costringendo le cento famiglie residenti ad estenuanti rifornimenti con autobotti o con il fai da te. La conseguenza di ciò sono stati gli innumerevoli “vendesi” che tappezzano oggi il villaggio. Fortunatamente, grazie all’attivismo di alcuni residenti che hanno preso di petto la situazione, questo momento di crisi e questa diaspora dallo Scalo dei Saraceni sta per finire. Infatti proprio in questi giorni si sta ponendo fine alle ormai “fallimentari” gestioni del supercondominio da parte di amministratori giudiziari.

“Sta nascendo presso un esperto notaio cittadino un nuovo organismo di gestione, un consorzio, che consentirà, attraverso l’adesione “coatta” di tutti i singoli proprietari, la realizzazione di ogni opera necessaria per rendere il “quartiere” conforme alle leggi di urbanizzazione vigenti”. Spiega così la situazione Nino La Forgia, uno dei residenti di Scalo dei Saraceni, tra i più attivi nel rilanciare il villaggio.

Da evidenziare che lo scalo viene definito quartiere, perché è così che lo chiamano i residenti, in quanto ritenuto a tutti gli effetti parte di Manfredonia, città dove purtroppo i prezzi monegaschi non consentono a tutti l’acquisto di un appartamento. L’opera più importante che verrà realizzata allo Scalo, sarà l’adeguamento del depuratore nonché la realizzazione di oltre 2 km di nuove condotte fognarie sia bianche (acque meteoriche) che nere (scarichi fognarie delle abitazioni) per una spesa complessiva di circa due milioni di euro.

I residenti, come sottolinea La Forgia, hanno fatto tutto da sé, in quanto, su certe questioni, si sono sentiti letteralmente abbandonati falla politica. Inoltre, pare che si adotterebbero due pesi e due misure:  per Ippocampo si sono tenuti consigli comunali, riunioni ad hoc, delibere giuntali, ecc; per lo Scalo dei Saraceni invece ogni volta che si chiede qualcosa ci si sente rispondere sempre allo stesso modo: “È un villaggio privato e ve la dovete vedere voi!”.

Ma non è forse anche Ippocampo un villaggio privato? Quali interessi allora vengono privilegiati a discapito di altri? “La nostra caparbietà farà in modo che tra un paio d’anni lo Scalo dei Saraceni possa diventare un piccolo gioiello di villaggio. Ci vuole tanto lavoro e soprattutto tanta pazienza”, conclude La Forgia, il quale spera che prima o poi la politica locale possa finalmente prendere a cuore le sorti di questo villaggio abitato 365 giorni all’anno da ben cento famiglie sipontine.
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