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A S. Salvatore ancora acqua con le autobotti
Tardano gli allacciamenti alla condotta idrica dell’AQP: i residenti pronti a protestare se questo ed altri disservizi non verranno risolti. Giovedì incontro al Comune
Pubblicato il 23 giugno 2009 alle 17:33
di Anna Maria Vitulano



A oltre un anno dalla stipula della convenzione tra il comune di Manfredonia e il Consorzio di Bonifica del Gargano al quale veniva affidato il servizio di gestione dell’impianto di acquedotto rurale realizzato alla frazione Montagna, nulla è cambiato. La gente che qui vive o lavora continua a rifornirsi con le autobotti che arrivano due volte al mese, tre nei mesi di luglio e agosto. Ma c’è anche chi ha dovuto provvedere in altro modo per far fronte alle proprie esigenze, come il consorzio dei produttori caseari di San Salvatore che ha acquistato un mezzo e assunto un operaio per effettuare ogni giorno i rifornimenti d’acqua.

Eppure nel comunicato diffuso a maggio del 2008 dall’ufficio stampa e comunicazione del Comune di Manfredonia si rendeva noto che quell’intesa avrebbe consentito di “attivare un servizio fondamentale da lungo tempo atteso dagli abitanti” finalmente messi nelle condizioni di allacciarsi alla condotta idrica
servita dall’Acquedotto Pugliese in località Ruggiano. Una “bufala”, come si suol dire.


In località San Salvatore sono state costruite nuove case, acquistate da cittadini di Manfredonia che vi hanno trasferito la residenza e che solo grazie alla scorta nelle cisterne possono veder scorrere acqua nei propri rubinetti. “Il colmo –commenta un residente, Matteo Renzullo, capocondomino delle nuove lottizzazioni- l’abbiamo constatato qualche settimana fa quando per far arrivare acqua nell’ex edificio scolastico che doveva essere utilizzato come seggio, è stato fatto, e peraltro a nostra insaputa, un collegamento volante con la nostra cisterna. Almeno dircelo!!”.

Mediamente ogni famiglia spende circa 1200 euro all’anno per l’acqua e non già per numero di metri cubi consumati, ma in ragione dei costi maggiori che sono costrette a sopportare per il servizio. Ma il mancato completamento della rete idrica è solo uno dei problemi che esasperano la comunità di cui il presidente della circoscrizione, Stefano Orlando, si fa da anni interprete e portavoce presso l’amministrazione comunale nel tentativo di risolverli: “abbiamo il problema dello spezzamento delle strade –dichiara Orlando- che qui da noi non viene svolto perché l’Ase (Azienda Servizi Ecologici) non ha mai mandato un operatore ecologico; non riusciamo a fare la raccolta differenziata perché mancano i cassonetti idonei e quelli per il conferimento degli rsu sono i bidoni dimessi che nessuno vuole più a Manfredonia. Insomma, la tarsu che paghiamo come tutti i cittadini di Manfredonia, ma serve soltanto ad assicurare lo svuotamento dei bidoni effettuato due volte la settimana”.

Restano aperte anche altre questioni: “i lavori per migliorare la strada provinciale 57, da Manfredonia alla Montagna e fino al bivio per Monte S. Angelo e S. Giovanni Rotondo –riferisce Orlando- non sono mai partiti, come pure si è fermato il progetto per la realizzazione di una sorta di circumvallazione, con tanto di campo di calcetto e di parco giochi, che avrebbe dovuto evitare l’intasamento della provinciale  quando ci sono eventi, sagre, feste popolari o altro tipo di manifestazione, anche a carattere sportivo come il rally della Montagna cui da un paio di anni ci opponiamo perché senza una strada alternativa, la nostra comunità rimane isolata per le ore necessarie allo svolgimento della corsa”.

Qualcosa da ridire anche sulla ristrutturazione della già menzionata scuola: “oltre all’acqua manca ancora l’elettricità e questo –sottolinea un gruppo di residenti- ci impedisce di utilizzare quei locali, come in precedenza, per le riunioni della circoscrizione o come luogo di incontro e di aggregazione”. Giovedì prossimo il presidente della circoscrizione e una rappresentanza delle famiglie di San Salvatore saranno ricevuti da alcuni assessori nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico. Sarà, questo, l’incontro risolutivo? Dal dubbio dipinto sul volto di Orlando e degli altri residenti, si direbbe di no.

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