| | Che fine ha fatto il parco eolico off-shore di Manfredonia? Rispetto al progetto originario sono state apportate alcune variazioni  Si torna a parlare di parchi eolici off-shore. Nei giorni scorsi, il notiziario energetico-ambientale on line, e-gazette.it, aveva anticipato il progetto di una grande centrale eolica al largo di Butera e di due in provincia di Foggia. Trevi Energy ha, infatti, due provvedimenti, in attesa di Valutazione di impatto ambientale (Via), per centrali in alto mare: il primo progetto è la centrale eolica off-shore di Chieuti, mentre il secondo riguarda una centrale eolica off-shore nel Golfo di Manfredonia. Se per Marina di Chieuti, si prevede l’installazione di 50 aerogeneratori da 3 MW l’uno, per una potenza complessiva di 150 megawatt ad una distanza di 5 chilometri dalla costa; per la golfo di Manfredonia se ne prevedono esattamente il doppio (100) per una potenza complessiva di 300 megawatt, a 8 chilometri dalla costa. Le dimensioni delle turbine saranno le stesse per entrambi i territori e cioè con un rotore di diametro compreso tra i 90 e 120 metri e un’altezza dal centro del rotore al pelo dell’acqua di 90 metri. Se per Chieuti, le 50 turbine saranno posizionate in 8 file parallele, distanziate tra loro con un passo di circa 900 metri; per Manfredonia saranno posizionate in 6 file parallele alla costa e a una distanza di circa 700 metri tra di loro. Ogni fila sarà di 16-17 turbine a una distanza di 900 metri. Dall’analisi anemometrica è risultato che i venti prevalenti nell’aerea di Marina di Chieuti arrivano da Nord-NordOvest, con una velocità annua che varia tra i 7,05 e i 7,15 metri al secondo; per Manfredonia è risultato che i venti con velocità annua variano tra i 6,85 e i 7,15 metri al secondo. La produzione elettrica annua stimata dell’impianto è di circa 760 milioni di chilowattora, con una conseguente riduzione delle emissioni di CO2, SO2 e NOx rispetto a una centrale termoelettrica convenzionale. In termini economici l’impianto eolico in questione porterebbe ad un aumento dell’occupazione. Quello nel golfo di Manfredonia è stato il primo off shore progettato in Puglia, nell’ambito del Piano energetico ambientale regionale (PEAR) pugliese, e presentato in città lo scorso 19 aprile 2006, in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale. Gli elementi che hanno determinato la scelta della costa sipontina sono: un buon potenziale eolico, una piattaforma oceanografica adeguata, prossimità con la rete elettrica di alta tensione, assenza di aree marine protette.
Rispetto al progetto originario, si possono notare alcune variazioni: il numero delle turbine passato da 66 a 100, la potenza installata da 297 MW a 300 MW, la distanza dalla costa ridotta da 10 Km a 8 Km, la distanza tra le turbine eoliche ridotta da 960m a 700m. Invariate, invece, la profondità minima e massima degli aerogeneratori pari a 14 m e 22m. Ci auguriamo che il giro di consultazioni che il sindaco aveva annunciato nel convegno di presentazione del progetto con i sindaci dei comuni limitrofi e con tutte le categorie interessate, tenga conto di queste variazioni. | | | 20-07 | | 20-07 | | 20-07 | | 19-07 | | 19-07 | | 18-07 | | 18-07 | | 18-07 | | 18-07 | | 18-07 | |
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