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Omicidio Bisceglia
Concessi gli arresti domiciliari a Leonardo Clemente e ai fratelli Nicola e Roberto Pesante.
Pubblicato il 3 maggio 2002 alle 14:13
di Maria Teresa Valente

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A circa un anno dall'omicidio di Pasquale Bisceglia, il camionista di 33 anni ucciso con un colpo di pistola alla testa, il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Foggia, Carlo Protano, ha concesso gli arresti domiciliari ai tre imputati.

Era la sera del 20 maggio del 2001 quando i fratelli Nicola e Roberto Pesante di 27 e 21 anni e Leonardo Clemente, di 25 anni, erano in un bar di Manfredonia e qui arrivò Pasquale Bisceglia.

Dopo un acceso litigio nato per motivi futili, i tre imputati, secondo l’accusa, inseguirono il camionista e lo freddarono con un colpo di pistola alla testa in via Della Croce, mentre era a bordo della propria auto, una Fiat Uno.

L’arma del delitto non fu mai ritrovata. Clemente fu fermato da polizia e carabinieri 24 ore dopo il delitto, mentre i fratelli Pesante vennero bloccati a Modena il primo giugno successivo.

I fratelli Pesante si dichiarano da subito innocenti, affermando di aver si litigato, ma non di aver ucciso il camionista.

Leonardo Clemente ha negato anche d'aver partecipato al litigio, sostenendo d'aver fatto da paciere tra Bisceglia e i Pesante.

I tre presunti assassini saranno processati in corte d'assise il 17 giugno.
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