Questa l'ipotesi formulata dal Coordinamento per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio di Manfredonia.
La diatriba sull'utilizzazione delle acque del Lago Salso si arricchisce di un nuovo soggetto: il Coordinamento per la valorizzazione e la salvaguardia del territorio di Manfredonia. Il coordinamento fa proprie le tesi della LIPU e chiama in causa il Parco del Gargano, nel cui comprensorio è situato il Lago Salso.
Il Coordinamento afferma che il progetto così come proposto dal Comune di Manfredonia sconvolgerebbe l'ecosistema dell'intera area e provocherebbe la distruzione della flora tipica con conseguente allontanamento delle tante specie di volatili che attualmente sono presenti nella palude.
Rileva, inoltre, che a tutt'oggi i responsabili del Parco del Gargano, a cui spetta la tutela di questa importante risorsa naturalistica, si sono distinti per il totale disinteresse nei confronti della vocazione del territorio.
Il Coordinamento avanza l'ipotesi che il progetto del Comune preveda l'utilizzo delle acque inquinate del depuratore cittadino per alimentare il bacino idrico del Lago Salso. Eventualità che comporterebbe l'avvelenamento dell'area protetta con conseguenze nefaste sul patrimonio naturalistico.
Il coordinamento invita tutti i soggetti preposti alla tutela dell'ambiente, in primis i responsabili del Parco del Gargano, ad intervenire per impedire "
l'ennesimo scempio che potrebbe compiersi sul territorio di Manfredonia".
(L'immagine è tratta dal sito www.manfredoniaonline.com)