I nuovi stabilimenti non tengono conto dei vincoli per il Parco del Gargano.
Legambiente lancia un nuovo allarme. La nuova zona industriale, che si estende per circa 28mila ettari, si trova proprio all'ingresso del Parco Nazionale del Gargano, un'area protetta da vincolo comunitario, riconoscimento richiesto all'Unione Europea dall'assessorato regionale all'Ambiente con la delibera di Giunta n. 3310 del 23 luglio 1996.
Il presidente del circolo di Legambiente di Manfredonia,
Vanni Chessa, si chiede come mai non si è tenuto conto di tutto ciò nel 1998, al momento della sottoscrizione del "contratto d'area", che individuava proprio quella zona protetta di interesse ambientale, quale sito designato ad ospitare i nuovi insediamenti industriali.
Il presidente di Legambiente, nei giorni scorsi, ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Bari e di Foggia, chiedendo di fare chiarezza sulla conformità dei meccanismi di attuazione di tale assegnazione, al fine di assicurare un'efficace azione di tutela ambientale.
Chessa ha, inoltre, posto la questione all'attenzione della Commissione e del Parlamento Europeo, segnalando la necessità di un immediato intervento, mirato alla riaffermazione di quelle norme comunitarie così brutalmente violate.