Il Centro di Salute Mentale ha organizzato un corso di approfondimento sulla tecnica e le sue applicazioni
Tra le tecniche della medicina “olistica” o non convenzionale, il servizio psichiatrico pubblico guarda con crescente attenzione e curiosità alla “floriterapia” di Bach, ampiamente sperimentata nella cura dei disturbi psichiatrici minori e riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il Centro di Salute Mentale di Manfredonia, diretto dal dottor Michele Grossi, con la collaborazione di Michele Rinaldi ha organizzato un corso rivolto a medici specialisti in psichiatria e psicologia clinica, medici di medicina generale, pediatri, farmacisti, biologi, psicologi, infermieri, assistenti sociali, operatori di cooperative sociali ed associazioni dei familiari, con lo scopo di far raggiungere ai partecipanti le conoscenze e le competenze per l’efficace gestione dei disturbi comportamentali, delle patologie psicosomatiche e dei disturbi psichiatrici minori come l’ansia, gli attacchi di panico, la depressione, secondo l’approccio sviluppato negli anni ’30 dall’immunologo, batteriologo e omeopata gallese Edward Bach.
Interessante è risultato l’uso della floriterapia nella cura degli stati d’animo del paziente oncologico nelle varie fasi della patologia.
In Italia la medicina naturale ha uno sviluppo ancora scarso: solo la Toscana ha istituito un progetto di medicina “integrata” che ha portato alla creazione di un ambulatorio in quasi tutti i distretti dell’Asl con la possibilità di accedere all’omeopata, all’agopuntore o all’osteopata con la prescrizione del medico di base.