| | Caro-gasolio: sciopero a oltranza I pescatori sipontini: “paradossalmente conviene più stare fermi che uscire in mare”  Continua ad oltranza lo sciopero dichiarato dai pescatori di Manfredonia da ormai una settimana nell’ambito di una protesta contro il caro-gasolio che ha investito tutta Italia e altre nazioni europee. Uno sciopero proclamato dalla “base”, con il passaparola, senza la mediazione o l’iniziativa delle associazioni di categoria nei confronti delle quali sono espresse dure critiche.
Ma non è questo un punto sul quale la categoria vuole ora discutere. La pretesa che oggi hanno è una e fondamentale: l’abbassamento del prezzo pagato attualmente per ogni litro di gasolio (pari a poco meno di 80 centesimi, aumentato nel giro di un lustro del 200%) e la stabilità del prezzo stesso sul quale deve prendere impegno lo Stato italiano.
Il costo del gasolio è arrivato ad incidere in maniera così preponderante sulle spese da ridurre il guadagno a poche centinaia di euro. “Il mio peschereccio, l’Apocalisse - dichiara Antonio Carpano - ci assicura ricavi lordi per 20mila euro sui quali oggi il costo del gasolio pesa per circa 17mila euro: ci spiegassero come è possibile, in tali condizioni, continuare a mantenere in vita l’attività, pagare il mensile ai quattro componenti dell’equipaggio, coprire le spese vive e fare investimenti? Non vogliamo aiuti e agevolazioni, vogliamo solo che venga ridotto lo sconsiderato e incomprensibile aumento subito dal gasolio e che i tanti soldi che servono a finanziare studi e ricerche scientifiche vengano utilizzati in altro modo ossia per ridurre il prezzo del gasolio, perché siamo noi pescatori i veri custodi del mare e non c’è bisogno che qualcuno ci venga a dire dove, quando e come pescare. Non abbiamo voluto proprio noi pescatori far posizionare barriere sottomarine per salvaguardare i fondali?”.
La situazione è identica per la piccola pesca. “Il capitano e armatore di una piccola imbarcazione che impiega due soli membri di equipaggio spiega come paradossalmente sia “più conveniente stare fermi a terra che uscire in mare. Lo scorso mese di maggio il guadagno netto è stato di 127 euro a testa. Lo Stato vuole che si vada a rubare? Mi dica lo Stato italiano cosa devo fare se non vuole portare all’estremo il disagio patito dalla nostra categoria. Se devo rinunciare a questo lavoro, che ora come ora appare l’unica decisione saggia e meno dannosa considerato l’indebitamento in atto, se lo Stato non può nulla per ridurre il prezzo del gasolio, allo mi dica lo Stato quello che devo fare e io lo farò”.
Per la giornata di domani 7 giugno, i pescatori di Manfredonia, dopo la riunione di questa mattina presso il mercato ittico, hanno deciso di liberare gli ormeggi dei propri motopescherecci dalle 7 alle 10 e di presidiare il porto di Manfredonia. Contemporaneamente, a Gulianova Marche avrà luogo una riunione tra tutte le delegazioni delle marinerie dell'Adriatico per decidere se andare a Roma già nella giornata di lunedì 9 giugno o attendere fino a mercoledì 11 giugno in cui è stato fissato l'incontro con il ministro dell'agricoltura, Luca Zaia. | | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 08-01 | | 07-01 | | 07-01 | | 07-01 | | 07-01 | | 06-01 | | 06-01 | |
|  |
|