| | Al lavoro la commissione permanente sulla pesca I soci del Distretto del Mare: 'aver per anni considerato le attività del mare in maniera residuale costituisce una nostra responsabilità'  Sì è svolto giovedì 5 giugno, presso l’assessorato comunale alle attività produttive di Manfredonia, un tavolo tecnico in cui si sono riuniti tutti i componenti della commissione permanente sulla pesca istituita dal comune su iniziativa dei soci del Distretto del Mare.
La commissione, che avrà natura tecnico-consultiva, è formata dall’assessore Enrico Barbone (presidente), rappresentanti del distretto del Mare, Federcopesca, Associazione Armatori, rappresentanti delle sigle Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Pesca Marineria di Manfredonia. L’incontro di giovedì, di tipo conoscitivo, è servito per gettare le basi programmatiche sulla serie di progettualità da attivare per il futuro.
Durante la riunione, ovviamente, non è mancata la discussione sulla grave crisi della pesca generata dal rincaro gasolio che ha completamente paralizzato tutta la filiera.
“Il caro-gasolio – ha commentato Antonio Di Savino, presidente del Distretto del Mare - è la naturale conseguenza della speculazione mondiale sul greggio e se oggi vi è stato un ulteriore aumento di tutti i tipi di petrolio grezzo, altri comparti dell’economia italiana ed europea accusano l’insostenibilità delle attività produttive mentre tra qualche mese leggeremo che le grandi banche d’affari, compagnie petrolifere e filiera distributiva hanno incrementato i guadagni a danno di quasi tutta la società civile”.
Secondo Di Savino, l’agitazione dei pescatori, organizzata dal basso e svincolata da qualsiasi organizzazione di categoria, è anche conseguenza e risposta al sistema burocratico e farraginoso delle norme UE, agli ulteriori tentativi d’inasprimento che significheranno disarmo di barche e chiusura di storiche aziende; il tutto, mentre la pressione commerciale dei prodotti ittici provenienti dai Paesi extra-UE si fa oltremodo più forte.
La responsabilità, prosegue Di Savino, è di tutti comprese le istituzioni nazionali e regionali come i governi pugliesi che “per anni hanno considerato le attività del mare in maniera residuale nell’agroalimentare e non hanno sufficientemente valorizzato le nostre produzioni mentre il sistema distributivo s’evolveva. Il mancato efficace raccordo con la ricerca scientifica ed Universitaria, la proliferazione di studi settoriali al solo scopo di utilizzare misure e provvidenze precedenti ci deve impegnare ad un deciso cambio di rotta verso nuovi obiettivi”.
Le possibili soluzioni? Di Savino indica l’utilizzo combinato ed articolato delle misure previste dagli assi Fep, mixando i provvedimenti d’emergenza (fermo biologico temporaneo) con l’avvio di nuovi progetti integrati di sviluppo imprenditoriale, la cassa integrazione per i marinai e l’iva agricola per il gasolio, così come indicato da Federpesca e Uila Pesca.
"Noi del Distretto riteniamo - conclude - che solo così le attività del mare e la valorizzazione sistematica delle nostre produzioni possa competere efficacemente nel mercato e difendersi, recuperando risorse interne, dalle speculazioni finanziario-bancario sui prodotti strategici".
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