| | I pescatori non ci stanno e vanno avanti con la protesta "Non ci interessano i soldi. L'unica cosa che chiediamo è l'abbattimento dei costi del gasolio per poter tornare a lavorare"  Nulla di fatto per i pescatori che, dopo l'incontro tenutosi ieri, 11 giugno, a Roma con il ministro alle politiche agricole, Luca Zaia, andranno avanti con lo stato di agitazione contro il caro gasolio almeno fino a lunedì prossimo, giornata in cui è in programma il nuovo incontro con il ministro a Verona. Il giorno successivo, 17 giugno, a Venezia, i ministri di sei paesi membri dell'Unione europea si incontreranno, invece, per stilare un documento comune da sottoporre al Commissario europeo alla pesca, Joe Borg. "Il governo - hanno dichiarato i pescatori subito dopo la riunione di ieri - ha prospettato come soluzione temporanea il pagamento anticipato di sei mesi di fermo biologico, ma a noi pescatori non interessano i soldi. L'unica cosa che chiediamo è l'abbattimento dei costi del gasolio per poter tornare a lavorare. Non possiamo tornare a lavorare con questi costi, ci rimettiamo solo. Tanto vale che restiamo fermi". E la situazione, dopo tanti giorni di mancata attività in mare, sta diventando davvero preoccupante non solo per il comparto ittico sipontino ma in tutto il territorio nazionale, gli animi oramai sono davvero esasperati di fronte al prezzo del carburante che non accenna a scendere e soprattutto per il fatto che non si intravedono all'orizzonte misure concrete per ridurre il costo del gasolio. E domani, intanto, è prevista una nuova assemblea tra le rappresentanze delle marinerie italiane che si riuniranno a Civitanova Marche per decidere il da farsi.
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