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Linea dura per la protesta dei pescatori sipontini
Il malcontento di Manfredonia rischia di allargarsi anche alle altre marinerie d'Italia
Pubblicato il 3 luglio 2008 alle 10:39
di Anna Castigliego

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Nessuna sospensione per la protesta messa in atto, a partire dall'altra notte, dai pescatori di Manfredonia, i quali hanno bloccato il porto posizionando i motopescherecci in fila l'uno accanto all'altro, ostruendo, di fatto, l'accesso in entrata e uscita di tutti i mezzi dello scalo marittimo. Anche questa mattina, l'aliscafo per le isole Tremiti non è partito, restando attraccato nel porto.

Ieri sera, c'è stato solo un momento di apertura del muro di barche per consentire alla nave cisterna di rifornirsi d'acqua potabile per poi partire per le isole Diomedee. Ma da oggi, i pescatori fanno sapere che non faranno ulteriori sconti, tranne che per le emergenze. Linea dura, dunque. La nave cisterna dovrà, quindi, optare per altri scali per l'approvvigionamento dell'acqua potabile, così come due motopescherecci, che non hanno voluto aderire alla protesta, resteranno fuori.

Neanche gli incontri di ieri, quello svoltosi in mattinata con il prefetto Sandro Calvosa, e del pomeriggio in provincia, hanno fatto desistere i marinai dallo stato di agitazione. Anzi. "La protesta andrà avanti ad oltranza - dicono i marittimi - fino a quando non avremo delle certezze. Siamo stanchi di sentire solo parole, parole, tante promesse ma nessuna certezza. Noi chiediamo alle istituzioni interventi concreti per ridurre il prezzo del gasolio".

Alla provincia, intanto, l'assessore all’Agricoltura, Savino Santarella, ha fatto sapere che si impegnerà, a livello regionale, per un incontro con l’assessore regionale alo stesso ramo, Enzo Russo, e a livello nazionale, affinchè i problemi strutturali del mondo della pesca vengano inseriti tra le priorità dell’agenda di Governo.

Il malcontento di Manfredonia rischia di allargarsi anche alle altre marinerie d'Italia. E proprio di questa mattina la notizia che a Termoli si stanno mobilitando per riprendere lo sciopero così come sta già avvenendo a Manfredonia.

"I problemi dei pescatori di Manfredonia - chiosano da Termoli - sono gli stessi dei pescatori di Termoli: rifornire di gasolio un motopeschereccio raggiunge cifre da capogiro e supera il 50% dei costi sostenuti. Per molti armatori uscire per le battute di pesca, a questo prezzo del gasolio, non è conveniente".

Intanto, è stata convocata per martedì 8 luglio, ore 10, la riunione presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, presieduta dal Capo di Gabinetto, al fine di esaminare le modalità di attuazione del fermo di emergenza, previsto dal decreto legge recante misure urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime del comparto pesca.

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