| | I cuscini e le piante: sviluppo e occupazione a Manfredonia I dati dimostrano che a Manfredonia, dopo la crisi degli anni Novanta, è in atto una ripresa, ma è necessario che si creino le condizioni per nuovi investimenti  A Manfredonia vi sono 2600 imprese pari a circa 45/1000 mille abitanti (ISTAT). Il dato è leggermente inferiore sia alla media provinciale di 51 imprese / 1.000 abitanti, sia a quella regionale, mentre rimane ancora lontano dalla media nazionale di 72 / 1.000 abitanti. Il 78% delle imprese di Manfredonia opera nel campo del commercio e servizi ed impiega il 65% degli addetti. I servizi pubblici, in particolare, assorbono il 47% degli addetti, mentre in Italia il dato si attesta intorno al 36%. Resta piuttosto fragile il comparto industriale, caratterizzato da dimensioni medio-piccole e fermo al 9% delle unità locali contro una media regionale che supera il 12% ed una nazionale prossima al 13%. La lunga fase di ristrutturazione del settore manifatturiero che Manfredonia sta affrontando a seguito della crisi determinata dalla chiusura, agli inizi degli anni novanta, dello stabilimento Enichem Agricoltura, comincia a sperimentare una discreta crescita con l’attuazione del Contratto d’Area che -pur con la mortalità aziendale sin qui registrata- ha sostenuto l’avvio di circa 50 nuove realtà imprenditoriali finora operanti che rappresentano il 18% in più rispetto alle 275 unità locali censite nell’ottobre 2001. Gli addetti del settore manifatturiero sono passati da 1.300 a 2.800 negli ultimi anni. Questo incremento ha fatto più che raddoppiare il numero di lavoratori dipendenti, che ha superato la media regionale di 42 addetti ogni 1.000 abitanti registrato nel 2001. Nel contempo, il numero medio di addetti per impresa è passato da 4,7 ad 8,4. Le aziende più diffuse nel Comune di Manfredonia sono quelle alimentari e metallurgiche seguite da quelle tessili, del legno, elettroniche, della lavorazione di minerali non metalliferi. Il comparto gomma e plastica ha assunto una dimensione rilevante crescendo dal 2% al 6,5% delle unità locali e dal 7% al 15% degli occupati. Anche nella lavorazione di materiali non metalliferi, si registra una crescita dal 7% al 20% degli addetti. Sono questi i due comparti che vantano anche le maggiori dimensioni medie delle unità locali, passate da 16 a 19 addetti per la gomma e plastica e da 5 a 22 addetti per lavorazione di materiali non metalliferi, in particolare il vetro. Più che triplicate, rispetto al 1991, le dimensioni delle imprese elettriche e meccaniche. I dati dimostrano che a Manfredonia, dopo la crisi degli anni Novanta, è in atto una ripresa dovuta all’attuazione del Contratto d‘Area e del Piano Regolatore Generale. Affinché la crescita in atto si consolidi e divenga irreversibile, questi strumenti di programmazione non possono essere ritenuti come punti di arrivo ma è indispensabile che siano concepiti quali punti di partenza. Più che cuscini sui quali adagiarsi, devono essere considerati come piante da coltivare. Restano, infatti, fondamentali ed urgenti gli interventi da realizzare per le infrastrutture sia materiali, sia immateriali volte alla semplificazione ed all’efficienza amministrativa oltre che alla realizzazione di reti tecnologiche, organizzative, formative -anche per sostenere l’imprenditorialità giovanile- affinché tutta la comunità locale partecipi al processo di sviluppo. In sostanza, è necessario che si creino le condizioni per nuovi investimenti a partire da quelli degli imprenditori di Manfredonia. Indispensabili per corrispondere alla domanda di occupazione dei giovani sipontini. | | | 05-07 | | 05-07 | | 05-07 | | 04-07 | | 04-07 | | 04-07 | | 04-07 | | 04-07 | | 04-07 | | 03-07 | |
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