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No alla stabilizzazione di solo un terzo Lsu all'Ase
Proposta che sembra non dispiacere all'amministrazione comunale ma che non ha trovato gradimento in Cisl e Uil
Pubblicato il 30 maggio 2008 alle 15:36
di Anna Maria Vitulano

Centro Commerciale Leclerc

La Uil di Manfredonia punta i piedi contro l'ipotesi di stabilizzare solo una quota del 30% dei lavoratori socialmente utili in forza all'Azienda per i Servizi Ecologici (ASE) di Manfredonia.

L'argomento è stato oggetto di una interrogazione rivolta dal consigliere indipendente Antonio Lurdo al sindaco, Paolo Campo, e all'assessore comunale al personale, Nicola Vitulano, invitati a rispondere su quale fosse l'orientamento della Giunta in proposito, considerato che sul tavolo dell'esecutivo aveva già fatto capolino una proposta avanzata dalla Cgil, frutto di una discussione condotta non unitariamente, nella quale sostanzialmente si prospettava l'assunzione di un terzo soltanto dei socialmente utili che prestano le braccia all'ASE. Proposta che sembrava non dispiacere affatto all'amministrazione comunale ma che non ha trovato affatto gradimento in Cisl e Uil.

"Innanzitutto torno a ripetere che non è corretto e alla fine anche poco proficuo intavolare una trattativa di tipo sindacale da soli - dichiara il responsabile camerale della Uil, Matteo Ciociola - e ribadisco la posizione del nostro sindacato che vuole l'assunzione di tutto il gruppo di lsu. La legge parla di un minimo del 30% ma non per questo esclude che la percentuale possa essere anche del 100%".

I socialmente utili che svolgono lavoro all'ASE superano le 25 unità. E' difficile poter affermare che l'azienda avrebbe potuto garantire, senza di loro, il servizio di spazzamento e raccolta rifiuti.

"Ad ammetterlo è anche il presidente dell'ASE, Michel Piemontese - ricorda Ciociola - al quale ho più volte caldeggiato la definitiva risoluzione della stabilizzazione dei socialmente utili attraverso un progetto articolato su una serie di servizi alcuni dei quali attualmente non sono ancora garantiti dall'azienda, come la raccolta diufferenziata organizzata con il sistema del porta a porta da effettuarsi nel centro storico della città da cui potrebbero così sparire i contenitori ricolmi, spostati nelle strade che circondano il centro dove sarebbe più agevole anche il transito dei mezzi che effettuano lo svuotamento dei bidoni".

Ma ci sono altri servizi che l'amministrazione comunale ha esternalizzato con appalti milionari, come la manutenzione del verde o della illuminazione pubblica, che invece potrebbero essere affidati a squadre di operai formate da lsu.

"Le aziende private che partecipano alle gare pubbliche - ripete Ciociola - nella maggior parte dei casi utilizzano la stabilizzazione degli lsu come strumento limitandosi o mantenendosi al di sotto di quel 30% minimo imposto dalla legge e riservandosi la quota maggiore delle assunzioni. E in caso di mancato riaffidamento del servizio, state certi che a rischiare per primi il licenziamento per riduzione di personale saranno proprio gli ex lsu stabilizzati".

Ciociola reitera il suo invito all'ASE a prendere una decisione in completa autonomia, al di là, cioè, di quello che può essere l'orientamento dell'amministrazione comunale che può adottare scelte politicamente condizionate.

"L'ASE, inoltre, ha il dovere di esprimersi sulle proposte e le iniziative progettuali prospettate dalla Uil, sia che intenda prenderle in considerazione oppure che voglia bocciarle. Aspettiamo da tempo - conclude Ciociola - una risposta, sempre che il silenzio opposto non abbia il valore di assenso".
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