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Sciopero pescatori: solidarietà di Flai Cgil
Il sindacato sostiene le istanze della categoria messa in ginocchio dal caro gasolio. Attese per gli incontri di Verona e Venezia
Pubblicato il 15 giugno 2008 alle 10:20
di Anna Maria Vitulano

Centro Commerciale Leclerc

Il refrain è sempre quello: non vogliamo aiuti economici, indennizzi o cassa integrazione, vogliamo la riduzione del prezzo del gasolio.

 

E’ quanto continuano a ripetere i pescatori, che hanno incrociato  le braccia in Italia e oltre confine per protestare contro il galoppante aumento del carburante che nel solo ultimo anno è quasi raddoppiato passando da 0,45 centesimi a 0,80 centesimi al litro.

 

Solidarietà e vicinanza ai pescatori viene espressa anche dalla Flai Cgil di Manfredonia, attraverso il responsabile del settore pesca, Cosimo Castigliego, e i delegati Ciro Gatta, Domenico Mondelli e Raffaele Falcone in rappresentanza delle imprese e degli armatori.

 

Lo stato di agitazione è confermato e permarrà almeno fino alla prossima settimana, in attesa dell’esito di due importanti incontri: quello di lunedì 16 a Verona, tra le associazioni e le organizzazioni sindacali e il ministro Luca Zaia, e quello di martedì 17, a Venezia, dove è in programma il vertice dei ministri della pesca di 6 Paesi membri dell’Unione Europea, promosso dal titolare del dicastero italiano che vorrebbe concordare con i colleghi un documento comune da sottoporre al Commissario Joe Borg.

 

“Gli ammortizzatori sociali, l’anticipo e il prolungamento del fermo tecnico o l’estensione della cassa integrazione come in agricoltura non serviranno da soli a risolvere il problema  ma a dare una boccata d’ossigeno al settore nell’immediato. Il nodo da sciogliere –ripete Falcone- è il costo del gasolio che ormai incide così fortemente sulle spese da far risultare più conveniente restare fermi. Ma se non si lavora non c’è chiaramente possibilità di portare a casa uno stipendio”.

 

I pescatori di Manfredonia sono pronti a rilanciare, a livello locale, anche una serie di misure utili a ridurre lo sforzo di pesca come quella, avanzata mesi addietro, che ridisegnava la settimana lavorativa limitando periodicamente l’attività a soli tre giorni (lunedì, martedì e mercoledì) e portando a 4 le giornate di riposo, già riservate al sabato e alla domenica (oltre alle festività infrasettimanali del calendario).

 

Idee e proposte la cui discussione non può essere intavolata in un momento, come quello attuale, in cui l’attesa è tutta concentrata sulla soluzione al problema del caro-gasolio.
 

 

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