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Licenziamento in R.E.I.
La replica dei lavoratori alle dichiarazioni di Fiom Cgil
Pubblicato il 14 giugno 2008 alle 13:53
di Anna Maria Vitulano



I dipendenti della R.E.I. di Manfredonia, azienda specializzata nella produzione di servomeccanismi beneficiaria dei finanziamenti del II protocollo aggiuntivo al Contratto d’area, replicano seccamente alle dichiarazioni rese alla stampa dal segretario provinciale della Fiom Cgil, Antonio La Daga, che aveva denunciato pubblicamente il licenziamento di un proprio iscritto “punito perché si è impegnato per sindacalizzare i lavoratori”.

 

“Riteniamo opportuno intervenire a difesa della nostra azienda –è scritto in una nota firmata da 11 dipendenti- e smentire le affermazioni fatte da Fiom Cgil circa il mancato rispetto delle regole del contratto collettivo di lavoro all’interno della R.E.I. srl e la libertà sindacale. Per quanto di nostra conoscenza e competenza –dichiarano- le regole vengono rispettate appieno, sia dal punto di vista economico (retribuzioni, straordinari, indennità, permessi, ferie, etc), organizzativo, della sicurezza nell’ambiente di lavoro e dei rapporti sindacali”.

 

Il sindacalista della Fiom aveva  chiesto un intervento degli organi preposti alle verifiche ed ispezioni e, ravvisando una violazione dell’accordo sottoscritto all’atto della stipula del Contratto d’area, aveva fatto appello anche al responsabile unico, il sindaco di Manfredonia Paolo Campo, perché avviasse le procedure per la revoca del finanziamento pubblico concesso all’azienda: “nel programma di investimento era prevista una occupazione a regime di 25 unità mentre in azienda gli addetti sono in numero di 12 unità. Non potendo far conto su scarso rendimento o assenteismo, essendo il lavoratore irreprensibile da questo punto di vista, la R.E.I. si è inventata una riduzione di personale che, guarda caso, si è abbattuta solo su chi si è speso per sindacalizzare i lavoratori di quell’azienda”.

 

La segreteria provinciale dell’Ugl Metalmeccanici, che conta alcune deleghe dei lavoratori, fa propria la lettera in cui gli stessi invitano la Fiom a “non fare le solite generalizzazioni a puro scopo di propaganda e a rispettare maggiormente il lavoro” e si schiera al loro fianco, “senza strumentalizzazioni" e solo "per evitare che tra qualche anno si possa paragonare la R.E.I. alla Metalsifa di Lucera dove lo stesso r.s.u. della Fiom si sente abbandonato dal sindacato”.

 

L’Ugl rende noto di aver richiesto un incontro urgente con la direzione del personale con cui valutare e “mettere in campo strategie comuni ai fini del mantenimento degli attuali livelli occupazionali e produttivi dell’azienda”.

 

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