| | Dall’ufficio camerale Uil l’allarme per la crisi Silenzio assordante delle associazioni imprenditoriali. Ciociola: “è ora che si costituisca l’osservatorio per le piccole e medie imprese voluto dalla Prefettura”  E’ più pesante di quanto non sembri la crisi che sta attraversando Manfredonia e l’interland, con riflessi negativi sull’occupazione che il tam tam mediatico da una parte e il ricorso agli ammortizzatori sociali cercano di nascondere. Il responsabile camerale della Uil, Matteo Ciociola, è convinto che Manfredonia vive oggi una doppia e diversa situazione economica: “è evidente che a tirare l’economia e a garantire una fetta di posti di lavoro è il “mattone” con tutto l’indotto legato alle costruzioni” ma per il sindacalista è altrettanto evidente la completa estraneità di tutte le parti sociali rispetto al terzo protocollo aggiuntivo al contratto d’area, lo strumento che ha permesso di recuperare e rimodulare le somme residue del primo e del secondo protocollo per favorire nuovi insediamenti produttivi e intervenire sulla rete infrastrutturale. “Una ulteriore possibilità –sottolinea Ciociola- che il nostro territorio si è conquistato negli anni ma che nessuno sembra sforzarsi di voler tradurre in nuova occupazione e soprattutto in creazione di nuova imprenditoria indigena non dedita esclusivamente alla costruzione di alloggi”. Le apprensioni, invece, si direbbero tutte concentrate sullo stillicidio quotidiano dato dalla perdita di posti di lavoro senza andare veramente al cuore del problema e alla causa reale dell’affanno: il mancato decollo del terzo protocollo. “Se ci sono problemi –dichiara Ciociola- ognuno faccia il possibile, a tutti i livelli, per rimuovere gli ostacoli. Non è concepibile che a scendere in campo sia solo il sindacato che tiene a cuore gli interessi della città e dei lavoratori che sempre più spesso non hanno alternativa allo stato di disoccupazione e alla precarietà a cui li condanna il mercato nero”. La Uil intende richiamare l’attenzione sul “silenzio assordante” delle associazioni imprenditoriali “che colpevolmente e a tutti i livelli non riescono a porre al centro della loro azione il grande problema che è causa della chiusura di migliaia di piccole e medie imprese su tutto il territorio nazionale e conseguentemente della perdita di centinaia di posti di lavoro: si prevede nel 2010 un aumento del 10% della disoccupazione”. “La chiusura pressoché totale del credito delle banche alle imprese e il comportamento da Ponzio Pilato di chi governa –sostiene il segretario cittadino della Uil- sta portando al collasso interi settori del manifatturiero. Molte aziende che hanno chiesto l’attivazione dei finanziamenti del terzo protocollo non sono ancora partite (e a nostro avviso non partiranno mai) perché banche e assicurazioni si guardano bene dall’aprire i cordoni della borsa e garantire le clausole fideiussorie”. Ben venga l’iniziativa del prefetto di costituire un osservatorio per le piccole e medie imprese che dovrebbe accogliere, studiare le istanze e le problematiche che investono queste aziende: “si è preferito attendere lo svolgimento delle tornate elettorali prima di passare ai fatti: ora che le elezioni si sono svolte –esorta Ciociola- non possiamo permetterci di perdere tempo prezioso e rendere operativo questo strumento”. | | | 14-03 | | 14-03 | | 14-03 | | 13-03 | | 13-03 | | 13-03 | | 13-03 | | 13-03 | | 13-03 | | 13-03 | |
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