Appaltati i primi lavori dall’organismo di emanazione ministeriale che qualcuno vuol far credere soppresso
L’Autorità Portuale di Manfredonia, istituita con decreto ministeriale nel novembre 2005, esiste ancora ed è operativa. La precisazione è d’obbligo per il commissario Gaetano Falcone e il commissario aggiunto Guido Capurso che, avvicinandosi la chiusura del secondo dei tre anni previsti dal mandato, vogliono fare il punto su lavoro che sta producendo l’ufficio cui hanno dato vita.
Difatti, se l’attività condotta nel primo anno dall’insediamento può dirsi essenzialmente assorbita dalla ricognizione dell’attuale assetto infrastrutturale e dalla stesura di una prima proiezione delle potenzialità di sviluppo dei porti di Manfredonia, nei seguenti 12 mesi il lavoro dei due commissari ha cominciato a produrre i primi frutti con l’indizione delle prime gare di appalto.
Nel 2007 sono stati affidati all’Enel, che sta per completarli, gli interventi per la riattivazione delle linee di alta e bassa tensione alle utenze del molo industriale. La cooperativa Mucafer, invece, si è aggiudicata la gara per l’esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria del porto commerciale che partiranno il prossimo 5 novembre.
Ad un’altra azienda locale è stato appaltato il rifacimento della segnaletica stradale, orizzontale e verticale, su tutte le banchine e il posizionamento di una sbarra di arresto alla radice del porto altifondali per un più efficiente controllo dei veicoli che vi accedono.
“Alla simile necessità di migliorare il controllo dei mezzi in entrata e in uscita –evidenzia il vicecommissario Capurso- è legata la richiesta della cooperativa cardinale Orsini, responsabile della port security, approvata da questa Autorità, di installare telecamere a circuito chiuso agli ingressi del molo di Ponente e del porto industriale”.
“Prima di avviare il dragaggio dei bacini all’interno dei moli, intervento improcrastinabile sul quale abbiamo concentrato in modo particolare la nostra attenzione, l’Autorità Portuale ha incaricato la Geomare srl –aggiunge il commissario Falcone- di portare a termine una serie di rilievi battimetrici e di prelievi di campioni d’acqua per analisi chimiche, fisiche e microbiologiche, propedeutici al dragaggio stesso”.
Sta per cominciare anche un’attività di ricerca affidata all’Università del Salento – Dipartimento Ingegneria dell’innovazione, nell’ambito del progetto intitolato “studio per individuare linee direttrici di sviluppo e valorizzazione dei porti rientranti nella giurisdizione dell’Autorità Portuale di Manfredonia”.
“Inutile ripetere –conclude Falcone- che questa Autorità Portuale ha ancora un altro anno davanti e altro lavoro da portare a termine nei tempi che non si è data da sola ma che sono stabiliti dal decreto ministeriale che ne ha determinato l’istituzione. Abbiamo considerato dannosa, tanto per gli operatori del mare quanto per l’economia dell’intera città, la corsa a mettere anticipatamente fine a questa esperienza, togliendo a Manfredonia, con l’accorpamento a Bari, la possibilità di gestire in autonomia la propria Autorità Portuale e, soprattutto, di avere un ruolo strategico e centrale in un’Autorità Portuale di Sistema della provincia di Foggia”.