Il gruppo francese conferma la chiusura della fonderia di Macchia; possibile ripensamento sulla buonuscita
A distanza di tre settimane dal primo incontro che, su sollecitazione della Prefettura, aveva messo di fronte proprietà e sindacati, si è tornato a discutere a Foggia, in Assindustria, della chiusura di BMP, l’azienda partecipata al gruppo francese Le Belier operante nel campo della produzione di componenti in alluminio destinati all’industria automobilistica, insediata in area ex Enichem con i finanziamenti della Sovvenzione Globale.
Andranno in mobilità anche gli ultimi 54 lavoratori, e questo è un dato certo. Incerto, invece, il premio di “buonuscita” in quanto la proprietà, ieri rappresentata dall’amministratore delegato di BMP, Rocco Albano, e dai due legali dello studio Baker e McKenzie che nella precedente riunione avevano accompagnato il responsabile delle risorse umane del gruppo francese, ha assunto un atteggiamento piuttosto recalcitrante rispetto a questo specifico aspetto della trattativa.
A riferirlo, non senza rammarico dovuto anche al fatto che le riunioni si sono svolte nuovamente a tavoli separati, è il segretario cittadino dell’Ugl, Pasquale Marinaro, in prima linea nella vertenza sostenuta dai 54 lavoratori segnati dallo stesso destino verso cui sono andati incontro l’anno scorso le altre 106 unità a seguito della decisione della proprietà di trasferire tre delle quattro linee di produzione in una località dell’Est Europeo dove è reperibile manovalanza a più basso costo rispetto a quella molto meno competitiva, italiana.
Con Marinaro c’erano i colleghi Matteo Prota ed Enrico Papa, segretario provinciale metalmeccanici. Per l’Associazione degli industriali ha seguito gli incontri Paolo Zagni.
“C’è poco da dire. L’azienda è irremovibile rispetto alla decisione di completa dismissione dell’attività nella fonderia di Macchia ed anzi –dichiara Marinaro- ha persino annunciato un ripensamento riguardo all’incentivo economico prospettato ai lavoratori se non avessero impugnato la risoluzione volontaria del rapporto di lavoro, obiettivo per il quale si sta battendo con forza l’Ugl ma che per l’azienda, valutate le richieste dei sindacati, sembra di difficile perseguimento”.
Le parti torneranno a discutere il prossimo 19 maggio, ancora in Assindustria e questa volta, a meno di richieste di diverso segno, con tutte le sigle sindacali riunite intorno ad un unico tavolo (Ugl, Fismic, Cgil, Cisl e Uil) e alla presenza dei sindaci di Monte Sant’Angelo, Andrea Ciliberti, di Mattinata, Angelo Iannotta, e di Manfredonia, Paolo Campo, nella duplice veste di Responsabile Unico del Contratto d’area.
“Spero che almeno in questa occasione –conclude Marinaro- ci sia modo di illustrare la nostra proposta e soprattutto di riuscire a smussare gli spigoli che l’azienda mostra sempre più vivi, nell’interesse di tutelare i lavoratori e i loro diritti”.