| | Manfredonia, 'una città costruita per gli altri' Presentato ieri sera il primo volume della storia di Manfredonia
 Non si può fuggire da quello che siamo e l'ennesima riprova del detto "Manfredonia, amante dei forestieri" arriva anche da questa nuova ricerca storica alle prese con la scoperta sulle vere (o presunte tali) ragioni della nascita di Manfredonia ovvero "una città che sembra essere nata per gli altri, oltre al volere della Corona". E' stato presentato ieri sera nell'auditorium di Palazzo Celestini il primo volume della Storia di Manfredonia "Il Medioevo", edito da Edipuglia. Un progetto di ricerca storica dalle origini fino agli anni settanta del secolo scorso, fortemente voluto dal sindaco Paolo Campo e commissionato a qualificati storici e ricercatori sotto l'egida di Saverio Russo, ordinario di storia moderna all’Università degli studi di Foggia nonchè marito della compianta Marina Mazzei. Il testo, curato da Raffaele Licinio, ordinario di storia medievale all’Università degli studi di Bari e direttore del Centro Studi Normanno-Svevi dell'Ateneo barese, è composto da alcuni saggi redatti da Nunzio Tomaiuoli (architetto coordinatore della direzione regionale pugliese per i beni culturali e paesaggistici; Luisa Derosa (ricercatrice in storia dell'arte presso l'università di Bari; e dai dottori di ricerca: Anna Airò (università di Firenze), Mariella Intini (università del Salento), Renato Lugarini (Università di Siena), Francesco Violante (università di Bari) e Victor Rivera Magos (università di Siena). "Ma esiste davvero la storia locale? che rapporto c'è tra la storia locale e quelle generale?" ha esordito così Paolo Cascavilla nell'introdurre i relatori presenti sottolineando che la storia locale non può ritenersi solo locale se Manfredonia è stata una città con un ruolo molto importante in tutto il Mediterraneo, un ruolo cardine di un sistema economico e religioso-culturale. "Un'opera storiografica non esaustiva nè definitiva" ha affermato il prof. Saverio Russo nella presentazione del lavoro spiegando che non tutti i temi sono stati trattati e che le stesse fonti sono state spesso riutilizzate e reinterpretate in modo diverso. "E' stato un lavoro collettivo e faticoso, un lavoro di condivisione delle fonti realizzato da giovani ricercatori motivati dal rigore ma anche da una grande passione scientifica". Importanti notizie ai fini del lavoro di ricerca sono state trovate nelle biblioteche di Barcellona, Parigi, Napoli e Venezia come non meno importante ed estremamente utile è stato l'archivio di Manfredonia. "Questo volume - ha dichiarato il prof. Raffaele Licinio - non è la tappa finale di una riflessione ma, anzi, è la partenza per stimolare nuove discussioni e diversi orientamenti. I punti fondamentali di quest'opera sono il rapporto tra Manfredonia e Siponto, il ruolo di Manfredi, il rapporto mare, pianura, montagna e la vitalità del porto, tale da richiamare la commercializzazione di tante merci provenienti da ogni parte. La storia di una città - ha proseguito - nasce in relazione al suo territorio che non ha una sola identità; infatti, qui abbiamo parlato delle varie identità e culture di Manfredonia che si sono evolute nella storia. L'identità va sempre definita in base al concetto dell'alterità". "Un'opportunità di spunti e riflessioni collettivi per arricchire la discussione pubblica ma allo stesso tempo per capire meglio chi siamo e i passi verso il futuro" - ha dichiarato orgoglioso ed entusiasta il primo cittadino Paolo Campo. "Attraverso la lettura di questo primo volume ho ritrovato alcune ragioni importanti sul senso delle azioni intraprese oggi". Il secondo volume sull'Età Moderna, a cura di Saverio Russo, sarà presentato a fine marzo 2009 in occasione dell'Assemblea nazionale degli Storici dell'Età Moderna"; il terzo e ultimo sarà sull'Età contemporanea curato da Franco Mercurio. | | | 02-09 | | 02-09 | | 02-09 | | 02-09 | | 02-09 | | 01-09 | | 01-09 | | 01-09 | | 31-08 | | 30-08 | |
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