I risultati incoraggianti del modello sperimentato a Manfredonia. Presentata la carta deu servizi
Molto si è fatto e tanto si deve ancora fare a favore dei rifugiati politici e di guerra che riescono a guadagnare il territorio italiano in cerca di diritti che nei rispettivi Paesi d’origine vengono calpestati. Quello dei rifugiati è un universo complicato e sfaccettato, difficile da gestire e non sempre per problemi di natura razziale.
“Con le risorse in progressivo assottigliamento e i bisogni in costante crescita dobbiamo insistere –ricorda l’assessore comunale alle politiche sociali, Paolo Cascavilla- con le nuove politiche sociali orientate al controllo della spesa e al soddisfacimento del diritto di tutti all’accesso ai servizi. Le istituzioni pubbliche devono utilizzare bene i pochi soldi che hanno a disposizione ed essere in grado di offrire servizi e assistenza adeguati e rispondenti alle richieste che emergono sul territorio”.
L’assessore Cascavilla ha presenziato in aula consiliare le celebrazioni della Giornata Mondiale del Rifugiato cui hanno preso parte rappresentanti di varie associazioni di volontariato che collaborano con enti e istituzioni nel campo dell’assistenza ai rifugiati e richiedenti asilo che vengono ospitato nelle strutture di accoglienza create in alcuni comuni della provincia, tra cui Manfredonia che può considerarsi la città apripista rispetto ad un’opera di integrazione e assistenza che coinvolse nel giro di poco tempo altri organismi ed enti della Capitanata.
“Capitanata solidale” si chiamò il progetto che germogliò sul seme di “Manfredonia solidale”: “un progetto importantissimo –ha evidenziato l’assessore provinciale all’ambiente, Stefano Pecorella, in rappresentanza della Provincia- perché il concetto dell’integrazione deve sposarsi con la conoscenza e la formazione: quanto più riusciamo a formare sul nostro territorio, grazie alle associazioni e agli enti che promuovono la cultura dell’integrazione, tanto più possiamo essere certi che questi progetti realizzeranno il radicamento dell’integrazione che altrimenti resta una parola vuota, priva di significato, da utilizzare come spot per belle manifestazioni”.
Capitanata solidale è nata nel giugno 2004. Ha ospitato fino ad oggi8 una settantina di rifugiati e richiedenti asilo, in prevalenza provenienti da Etiopia, Eritrea, Somalia, Nigeria, Sudan, Iran, Iraq, Costa d’Avorio, Ciad, Afghanistan, Turchia. Gli alloggi sono ubicati in via Torre dell’Abate, Via Scaloria e via Mozzillo. Tra il 2005 e il 2006 è stata utilizzata anche una villetta a Macchia Posta in territorio di Monte S. Angelo. I servizi offerti si dividono in due principali ambiti: accoglienza (fornitura di beni di prima necessità, vestiario, assistenza medica, pocket money giornaliero pari a 2,50 euro, schede telefoniche internazionali in base alla richiesta, assistenza per disbrigo pratiche amministrative) e integrazione (alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, mediazione interculturale, riqualificazione professionale, iscrizione ufficio territoriale impiego, etc.).
“Abbiamo avuto una fase particvolarmente problematica quando il centro doveva insediarsi perché pensavamo di disporre di alloggi decentrati –ha aggiunto Cascavilla- ma oggi il bilancio è assolutamente positivo. Questo non significa che non ci sono più episodi di rifiuto perché anche noi che ci sentiamo immuni da certi atteggiamenti, in alcune circostanze, di fronte alla concorrenza sul lavoro ad esempio, possiamo avere certe reazioni”. L’assessore ha annunciato che a settembre partiranno alcune nuove iniziative.