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Il delfino Filippo... da un altro punto di vista
Una storia segreta e “vera” che scopre una verità, non ufficiale, ma ugualmente autentica
Pubblicato il 3 aprile 2008 alle 07:44



Il delfino Filippo raccontato da un altro punto di vista. La “vera” storia del delfino Filippo raccontato con gli occhi e la verità di un occhio che si sottrae alle logiche degli adulti. Una storia segreta e “vera” che scopre un’altra verità, non ufficiale, ma narrativa, ugualmente autentica se postulata da un altro punto di osservazione.

E’ la storia che Italo Magno dedica al delfino Fillippo, il cetaceo che per anni ha abitato il golfo di Manfredonia per poi finire dilaniato dolosamente, da un’esplosione, nell’agosto del 2004. Ora che il suo scheletro è finalmente disponibile, dopo gli esami successivi alla morte e gli ulteriori accertamenti presso i laboratori scientifici, Filippo può essere riaccolto a Manfredonia e si cerca una collocazione consona a questo simbolo sipontino del terzo millennio. Italo Magno, nel frattempo, ha pensato di raccontare una storia diversa che svela un’altra verità sulla vicenda del delfino Filippo.

Il libro, “Storia segreta del delfino Filippo”, edizioni Guida, pubblicato da Magno, è stato presentato ufficialmente sabato pomeriggio, 29 marzo, presso palazzo Celestini da un relatore d’eccezione, Giorgio Celli, noto etologo, entomologo, scrittore e divulgatore scientifico. Docente nell'istituto di entomologia di Bologna, Celli coordina fra l’altro un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi in agricoltura, e sull'ape come organismo indicatore dell'inquinamento ambientale. A Manfredonia Celli è arrivato per parlare essenzialmente di una cosa che gli sta a cuore, e che nella storia di Filippo diventa esemplare: la possibilità di una condivisione intima e indispensabile fra uomo e natura, nella sicurezza che conoscere la natura e amarla e viverla sono tutt’uno.

Un motivo da sempre caro anche ad Italo Magno per un appuntamento, quello di sabato pomeriggio, che ha tentato di scoprire cosa effettivamente si cela dietro il titolo del libro: “Storia segreta del delfino Filippo”. Introdotti da Paolo Cascavilla, assessore alla cultura di Manfredonia, sono intervenuti, oltre a Celli, anche Giovanni Simone, presidente del Centro Cultura del Mare, che ha raccontato la vicenda di Filippo e ha promosso la campagna per il recupero dello scheletro.

Sono intervenuti il sindaco Campo e l’assessore provinciale Angelillis, ma è intervenuto soprattutto il pubblico, ansioso di capire cosa c’è di segreto realmente, quali misteri, quali risvolti, quali conclusioni alla storia di Filippo. Ma chi ha pensato che la storia raccontata dal libro sia una mera storia di cronaca, di vicende fredde e documentarie si è sbagliato: dietro al libro, ha spiegato Italo Magno, c’è un’altra storia, più profonda, più diversa, più “vera” dal punto di vista dei sentimenti e della narrazione rispetto a quella verità oggettiva che pure interessa.

La segretezza di quella storia risiede dunque nell’intimo vissuto di chi ha guardato e guarda il delfino Filippo con occhi diversi per svelarlo con parole diverse. E scopre, anche, che alla fine una storia può avere un finale diverso, e che la speranza può fare anche il miracolo di cambiare il corso degli eventi e, in questo senso, scoprire il più intimo segreto di una vicenda che racconta, a chi voglia ascoltare, una verità immutabile, ovvero che l’uomo senza la natura in cui vive non può esistere.

Andrea Pacilli
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