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'Delitto al largo Quattro Boccali'
Settima pubblicazione per lo scrittore e poeta sipontino Claudio Castriotta
Pubblicato l'11 giugno 2009 alle 20:40
di Anna Castigliego



Una voce ecco... è quella voce che come un vento straniero ci riporta dolcemente cullati da ninfe evanescenti, un mondo, il mondo di Claudio Castriotta, autore fine, classe 1960, giunto alla sua settima pubblicazione 'Delitto al largo Quattro Boccali'.

Un lavoro durato cinque anni, ventotto racconti tra storie vere o presunte del suo paese, ricordi di fanciullo, care memorie ed anche su leggende paurose ed oscure tramandate dagli anziani ai più giovani accanto ai focolari ed altre esperienze di vita vissute in Toscana dove ha vissuto per molti anni per motivi di lavoro. 


Una passione, di sempre, quella della scrittura, che lo scrittore sipontino coltiva fin dalla tenera età, ispirato dal mare, dal paesaggio e dalla gente che lo circonda.

Un'opera realizzata con grande determinazione di linguaggio, molto forte e nuovo, ricco di numerosi dettagli che, per incanto, ti catapultano nella storia narrata, grazie agli studi e ricerche avvenute presso il convento San Michele Arcangelo di Sansepolcro in provincia di Arezzo. Immagini di vita tra quei colli di un passaggio di storie antiche, collegate quasi al cielo e ispirato dalle storie del suo paese, raccontate in maggior parte dal suo caro e tanto amato papà. 

"Un autore anonimo un tempo scrisse 'i libri resuscitano il passato e ipotecano il futuro' - si legge nella prefazione a cura di Giuseppina Caggiano – così allo stesso modo Castriotta riprende a resuscitare voci e ad ipotecare un futuro libero da tensioni e pieno di luoghi amati che portano ad una purificazione o espiazione al massimo livello. Mi è sembrato nella lettura di questi racconti di sentire aleggiare ancora un fantasma quell'anelito a un'armonia a un luogo perfetto ancora da raggiungere. La "sua voce" usata nel momento del bisogno fa svanire quel malessere negli occhi e nello spirito, inghiotte col santo odore del mare il pressante olezzo del male e la speranza trionfa sulla morte.

Il primo racconto tratta di un vero episodio di cronaca nera legato all'adulterio della moglie, un omicidio all'alba avvenuto al Largo Quattro Boccali (da cui prende il nome il libro) consumato tra il fumo di una sigaretta e l'odore del bucato si presenta con tutta la sua durezza, l'uomo vittima, la donna e il suo amante carnefici "ci appaiono esseri umani entrambi vinti da un mondo ignorante".

Ma il sorriso ritorna con "Brigida il Barbiere" a saldo che rincorre una macchinetta da quattro lire attaccata al cuoio di un bimbo spaventato ma spavaldo, che corre lungo il viale Nazario Sauro, II Castriotta è sempre lì che cerca la pace, l'equilibrio, e lo fa per il suo amore per la natura umiliata, ferita.

"La narrativa illuminata dell'autore - si continua a leggere nella prefazione - è spesso contaminata in vero da un certo pessimismo. Il suo cuore batte col mondo ed esso svariato, molteplice si contorce ad osservare una città avvolta da un fumo che gli occhi punti ne piangono ancora la degradazione, ma si riempiono e si riempiono di odio. Insieme a quell'Anima in un Cortile si scopre che la pace da ricercare è quella che noi vivi in terra abbiamo e vogliamo, ciò ci confonde mentre ancora la voce sussurra..."

Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti da Castriotta: tra gli ultimi c'è da ricordare il primo premio ricevuto nel 2007 della Comunità Europea organizzato dal Parco Nazionale del Gargano e dalla regione Puglia, svoltosi presso il comune di Mattinata con l'opera "Come il tempo che scorre nella radice".

Nell'estate dello stesso anno gli è stato conferito il Premio come miglior scrittore della provincia di Foggia, sempre a Mattinata, al Premio Internazionale di poesia S. Maria della Luce, organizzato dall'Accademia Internazionale Il Convivio. Nel 2008, alla terza edizione del Premio artistico internazionale LiberArte e Mattinata in Arte ottiene un riconoscimento di merito per le opere sul Gargano, con il racconto inedito "
Il diario di mio padre".

Il precedente libro “Storia di un dopo cena in famiglia Castriotta” è stato annoverato nell'archivio della biblioteca nazionale "città del Diario" di Pieve S. Stefano, la città che raccoglie tutte le storie d'Italia, narrate sotto forma di diario.


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