In distribuzione un libretto in cui Franco Rinaldi ricostruisce le origini della festa scomparsa con la riforma liturgica del 1970
La parrocchia del SS Redentore ha reintrodotto da pochi anni i festeggiamenti in onore della “Croce” organizzando manifestazioni religiose e civili nella giornata del ritrovamento della Croce che prima della riforma del 1970 la liturgia cristiana aveva fissato al 3 maggio.
I nonni di oggi raccontano con affetto e nostalgia quella giornata, chiamata “U tre da Croce”, che richiamava famiglie, comitive di ragazzi e devoti di ogni età in cima alla collina su cui sorgeva, isolata, la chiesa edificata sull’antico ospedale San Lazzaro per malati contagiosi.
Raggiungere la chiesa della Croce il 3 maggio era pretesto per una scampagnata, la terza che i sipontini si concedevano durante l’anno dopo il lunedì della Pasquetta (detto “u lunedì de Seponde” perché la meta era la Basilica dedicata a Maria SS. Di Siponto) e la domenica successiva alla Pasqua (detta “a dumeneche da pece” poiché in questa occasione a frotte ci si dirigeva verso la Chiesa della Madonna della Pace a Macchia).
In un libricino commissionato dalla comunità parrocchiale della Croce e che sarà distribuito gratuitamente questa sera, Franco Rinaldi racconta le origini di questa festa, partendo dal 1220, anno in cui Federico II di Svevia ordinò la costruzione di un ospedale, appunto, per contagiosi.
“A Manfredonia siamo riusciti a cancellare quasi ogni usanza. Riti che altrove si sono mantenuti intatti o sono stati ripristinati per diventare addirittura motivo di attrazione turistica –dichiara Rinaldi- qui da noi sembrano essere stati snobbati. Io mi auguro che come per la festa della Croce, si ritorni all’antico modo di celebrare altri riti e ricorrenze. Non capisco perché sia stata abolita la processione del 22 agosto per prelevare la Madonna dalla Basilica di Siponto e portarla in paese o quella del Venerdì Santo”.
Questa pomeriggio, nell’ambito delle manifestazioni religiose, sarà celebrata messa da Mons. Domenico D’Ambrosio. Nel corso della stessa celebrazione eucaristica, che avrà inizio alle 18.30, l’Arcivescovo amministrerà il Sacramento della Confermazione e procederà alla benedizione del nuovo ambone e alla consacrazione del nuovo altare.