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La 'Rivolta dell'Ombra' di Ottavio Troiano
Inaugurata a Palazzo dei Celestini l’installazione artistica che parla dalle finestre
Pubblicato il 21 settembre 2008 alle 15:30
di Teresa La Scala

Centro Commerciale Leclerc




È stata inaugurata il 19 settembre, a Palazzo dei Celestini,  'La Rivolta dell’Ombra', installazione permanente del pittore Ottavio Troiano.

Nonostante la pioggia lenta e grigia, l’antico cortile del Palazzo sede della biblioteca comunale è diventato animato set di un’operazione artistica intrigante quanto mai: Troiano, infatti, ha manipolato le tredici finestre cieche, che ornano il cortile barocco, collocando grandi pannelli in acciaio all’interno delle modanature e delle cornici in tufo.

Il freddo metallo si riscalda dei riflessi atmosferici, in un impasto materico illuminato dalla presenza in rilievo di frasi tratte da 'Il libro della sovversione non sospetta', di Jabès. Le riflessioni liriche del poeta francese scavano nell’intimo, intrecciano memoria e oblio, parola e silenzio, architettura e anima, e lo spazio diventa pagina scritta.

L’occhio rincorre le parole sulle finestre, il cuore cerca emozioni nascoste nel profondo, la storia riemerge dai tufi e si lascia ri-raccontare, mentre l’orecchio ascolta il vento tra le gocce di pioggia e le parole, tante, delle conversazioni tra i visitatori.

In questo modo l’opera d’arte, collocata fuori dagli spazi convenzionali e vincolanti di un museo o di una galleria, discioglie la sua portata comunicativa in un’apertura totalizzante: accoglie il pubblico in un’ambientazione naturale, valorizza il patrimonio architettonico del nostro territorio e, al contempo, promuove salutari scambi interpersonali.

Tra le mani dell’artista sipontino, il fare artistico diventa forma comunicativa da condividere, occasione di aggregazione comunitaria, fulcro di preziosi processi d’integrazione sociale e territoriale.

Ottavio Troiano, poeta dell’arte visiva ed eclettico sperimentatore, spiega: "Ho immaginato che ogni finestra potesse aprirsi per far entrare una nuova luce, la luce del sapere. Così, le finestre diventano pagine di luce, che scaturisce dal materiale, ma che vive in virtù della parola. Sola la parola può infrangere il silenzio e penetrare il buio della solitudine".
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