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Visita del Papa a San Giovanni Rotondo
Un saluto in esclusiva ai giornalisti, fotografi e operatori che l’atteso e scongiurato temporale ha costretto a ripararsi sotto un piccolo gazebo
Pubblicato il 21 giugno 2009 alle 16:17
di Anna Maria Vitulano



La visita del Pontefice Benedetto XVI a San Giovanni Rotondo ha mobilitato i giornalisti, gli operatori TV e i fotografi delle più importanti testate, locali e nazionali. Anche per loro è stata un emozione vissuta a 360 gradi.

Il colpo d’occhio era da piazza San Pietro: una folla immensa di fedeli disposta sul sagrato della nuova chiesa di San Pio da Pietrelcina, gruppi di preghiera provenienti da molte località italiane, la concelebrazione eucaristica avvenuta alla presenza di S.E. Mons. Domenico U. D’Ambrosio, amministratore Apostolico di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo nonché Arcivescovo eletto di Lecce, dai cardinali Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Sua santità, e Salvatore De Giorgi, Arcivescovo emerito di Palermo, e di un lungo elenco di arcivescovi, vescovi e ministri dell’Ordine dei Frati Minori.

Le perturbazioni meteoroligiche hanno determinato alcuni cambiamenti nel programma della visita pastorale del Papa che avrebbe dovuto arrivare direttamente nel paese garganico con un elicottero ma che invece è giunto a San Giovanni Rotondo in automobile, proveniente dall’aeroporto militare di Amendola dove era giunto in mattinata dopo essersi imbarcato su un altro velivolo all’eliporto vaticano.

Ad attenderlo, presso il campo sportivo “A. Massa”, c’erano S.E. Mons. D’Ambrosio, l’on. Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le regioni in rappresentanza del governo italiano, Antonio Zanardi Landi, ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, S. E. Mons. Giuseppe Bertello, Nunzio Apostolico in Italia, l’on. Nichi Vendola, Governatore della Regione Puglia, Antonio Nunziante, Prefetto di Foggia, Gennaro Giuliani, sindaco di San Giovanni, e Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia.

Accompagnato dall’arcivescovo D’Ambrosio, Benedetto XVI ha proseguito in papamobile verso il sagrato del Santuario, salutando le festose ali di folla che hanno sostato lungo il percorso. Dopo essersi fermato in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento, il Santo Padre ha visitato la cella in cui è morto Padre Pio, è sceso nella cripta per pregare dinanzi al corpo del Santo e per accendere due lampade nei pressi dell’urna, come simbolo delle visite pastorali degli ultimi due Pontefici.

Nella sagrestia, il Papa ha vestito i paramenti liturgici e, risalito sulla caratteristica automobile, ha guadagnato il sagrato della grande chiesa progettata da Renzo Piano attraversando prima il sagrato di Santa Maria delle Grazie. Applausi scroscianti per ogni saluto che il Pontefice ha rivolto: ai fedeli, ai malati, alle autorità, al clero, ai diaconi, ai frati cappuccini e a quanti si sono prodigati per rendere possibile la sua visita pastorale.



Il caso, o forse la Provvidenza, ha voluto che le minacciose nubi che s’addensavano sui monti senza promettere niente di buono, rimanessero in buon ordine sino alla fine della solenne cerimonia religiosa, conclusasi con la preghiera mariana dell’Angelus. Sull’ultimo amen pronunciato dai fedeli si è poi scatenato un nubifragio che ha costretto una decina di colleghi, tra operatori, fotografi e giornalisti, a rimanere accalcati sotto un piccolo gazebo allestito sulla pedana  riservata alla stampa, proprio in previsione di quell’acquazzone che poi puntualmente si è abbattuto sulla zona.





Dopo una buona decina di minuti alla mercé della pioggia battente mista a piccoli chicchi di grandine, è arrivata la consolazione: lo speciale saluto e il sorriso che il Papa ha rivolto al fradicio gruppetto quando a bordo della papamobile ha riattraversato il grande sagrato ormai deserto.


Tempo permettendo, alle ore 16.45 Benedetto XVI incontrerà dinanzi al pronao di Casa Sollievo della Sofferenza i dirigenti, i dipendenti e i degenti dell’ospedale: prima del suo discorso riceverà il saluto dell’arcivescovo D’Ambrosio, che lascia la diocesi sipontina per assumere quella di Lecce, del direttore generale di Casa Sollievo, Domenico Crupi, e della signora Anna Daniele in rappresentanza degli ammalati.

Alle 17.30 incontrerà i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i giovani e, a seguire, inaugurerà i mosaici realizzati da Padre Marko Rupnik del centro “Aletti” di Roma, nella chiesa inferiore e lungo la rampa di accesso. Alle 18.15 il decollo da Amendola, alle 19.30 atterraggio in Vaticano.
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