Grande interesse e curiosità. I sipontini alla scoperta delle più antiche radici storiche e di un monumento che alcuni hanno visitato per la prima volta
Grandissima affluenza di spettatori al Castello Svevo-.Angioino di Manfredonia nella serata conclusiva della due giorni di rievocazione storica di usi, costumi, mestieri, tradizioni e pietanze medievali allestita nella cinta muraria dell’antico maniero.
Dopo il convegno del 25 luglio, la sera del 26 la gente si è accalcata a migliaia in via del Rivellino per far ingresso nel Castello ove, seguendo il camminamento che dalla piazza d’armi portava all’alto delle torri, si è liberamente soffermata ad ammirare accampamenti militari e ricostruzioni di scene di vita quotidiana, come se ne potevano scorgere a margine di un campo di battaglia o nel mercatino di un borgo medievale, il cui allestimento è stato curato da alcuni dei gruppi storici più importanti della Puglia.
L’atmosfera, che magicamente rapiva lo spettatore già con la sola vista del morbido sventolio delle bandiere in cima alle torri illuminate da candele e torce, è stata resa ancora più suggestiva dal suono dei tamburi del “Gruppo Timpanisti Nicolaus Barium” e dalle sonorità celtiche, rinascimentali e medievali rievocate dai brani eseguiti dai “Charmin’ elf” e dai “Calixitinus”.
Il ricco programma della serata del 26 comprendeva simulazioni di tornei, giostre e combattimenti medievali; la cerimonia di investitura, prove di tiro con l’arco saraceno, ballista e scherma; accattivanti danze di odalische e l’esibizione di mangiafuoco, fachiri, giocolieri dell’associazione culturale “I Fieramosca” di Barletta.
Al di là, forse, di ogni aspettativa, anche la curiosità dei sipontini, alcuni dei quali (soprattutto anziani) dichiaravano di mettere piede per la prima volta nel Castello, per le pietanze e i cibi dell’epoca federiciana. “Carpe Diem e Scenario associati”, in collaborazione con “Gal DaunOfantino”, hanno infatti proposto anche un intrigante percorso enogastronomico che prevedeva la degustazione di cibi e pietanze della cucina medievale, serviti agli stand allestiti nel fossato del Castello.
Per ognuno dei quattro menu (“Formaggi e salumi”, “Minestra di ceci con pan tostato”, “Ambrogini di pollo con frutta secca, frittata delle prostitute e dei ruffiani”, “Pesche al vino greco”) sono state preparare 1200 porzioni, insufficienti a soddisfare la straordinaria richiesta.
L’evento, che ha avuto svolgimento in un castello che finalmente ha aperto le braccia al suo popolo, ha suscitato commenti molto positivi.