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pubblicato il 25 gennaio 2002 alle 15:28               in Opinioni

Stazione di Manfredonia... Signori si scende!!!

La stazione "fantasma".

di Matteo Notarangelo

C'era una volta, una targa metallica rettangolare che troneggiava sul muro candido della stazione "Campagna", essa conteneva una scritta bianca e nitida su di un perfetto sfondo nero "MANFREDONIA", ora tale targa pare anch'essa triste come me, tant'è vero che la ruggine che copre la scritta della nostra città, non è più candida e nitida, ma sembra dare l'impressione di generare lacrime di tristezza. Perché tutto questo?

Premetto che la presente, potrebbe contenere qualche imprecisione tecnica, non essendo io un ferroviere o frequentatore del "palazzo", pero' mi sento in buona fede ed in diritto di rappresentare con lealtà il caso in epigrafe, e che lo stesso meriti la dovuta attenzione ed anche delle risposte da parte degli organi competenti.

Trenitalia Spa (ex FF.SS.) assicura il servizio di trasporto viaggiatori sulla tratta ferroviaria Foggia - Manfredonia praticamente quasi a costo zero, avendo la stessa dismesso tutte le stazioni della tratta de quo compreso la stazione di Manfredonia, che comunque risulta inserita sugli orari ufficiali e nei terminali di Trenitalia spa.

La tratta FG- MF nel piano di riorganizzazione delle ferrovie avvenuto sin dagli anni ottanta, in linguaggio "burocratese ferroviario" venne bollata come "ramo secco", il che vuol significare piu' o meno poco conveniente economicamente lasciarla attiva. E qui inizia l'assurdità in quanto secondo le più basilari regole "botaniche" cioe' che i rami secchi vanno tagliati, le ferrovie italiane anziche' chiudere tutta la tratta, quindi tagliarla, hanno continuato ad assicurare i collegamenti con i convogli ferroviari, anche se in maniera ridotta, ed operando un taglio netto di servizi, personale e stazioni (Manfredonia, Siponto, Candelaro, Amendola, etc.), che ha poi prodotto quell'effetto devastante di fatiscenza derivato dallo stato di abbandono totale nelle quali versano le strutture di quei siti ferroviari sopra indicati.

Il comune cittadino mortale allora si chiede, ma perche' tutto questo? Un motivo ci deve essere? Ma si forse ho capito, qualcuno a Foggia si e' "incazzato" riflettendo su come avrebbero fatto e reagito i tanti foggiani privi di auto a raggiungere l'amato sole di Siponto. Allora quel qualcuno, grato a madre natura, per avergli assicurato dei poderosi attributi, sicuramente ha pressato le ferrovie, dopo aver valutato le conseguenze (anche politiche) che sarebbero scaturite nella citta' di Foggia a causa della chiusura totale della tratta. Le ferrovie concessero qualche trenino d'inverno per i Manfredoniani e dei trenoni dotati anche di vista "panoramica" adibiti a trasporto estivo (con immensa felicita' degli amici foggiani).

E qui si compie, metaforicamente, la violazione della regola botanica, ovvero il ramo secco non e' stato tagliato!!! Forse aspettano che cada da solo. L'ignaro forestiero, oltre a noi "Sipontini" quando giunge alla fermata di Siponto, dopo aver ingerito un buon aperitivo "visivo" osservando i paraggi, il cui degrado e' suggellato da un orologio supervetusto le cui lancette sono ferme da chissà quale giorno del trascorso millennio, posa poi, finalmente i piedi per terra nel primo luogo di incontro della nostra pur bella citta', e certamente nota quello spettacolo indecoroso ed indegno, che offende tutta la cittadinanza, il tutto condito da scritte inneggianti alla violenza, muri imbrattati e costellati di scritte volgari ed altro, un orario ferroviario cartaceo scalcinato e quasi illeggibile perche' sottoposto a tutte le intemperie, aiuole trascurate e sporche, murales, inoltre toilette, sala d'aspetto, biglietteria e personale di servizio sono ormai un vecchio e gaio ricordo. Ma non basta, quella struttura, se tale la si puo' definire, non e' dotata nemmeno di una pensilina per ripararsi dalla pioggia battente o dal sole cocente delle ormai torride estati Sipontine.

Grazie Trenitalia per tutto questo! Ed ora mi chiedo fino a quando perdurerà questa situazione cosi' imbarazzante per l'immagine della nostra città e per i servizi essenziali negati agli utenti? Non occorre alcun supporto fotografico alla presente, recatevi sul luogo ed osservate con i vostri occhi!

A mio modesto parere, gli organi giuridici/amministrativi di Manfredonia, dovrebbero (se non l'hanno già fatto) mettere in campo tutti i mezzi legali possibili atti a sensibilizzare Trenitalia, e sollecitare la stessa a fornire risposte concrete, e non qualche bidone di "tempera", occorre quindi , mettere Trenitalia di fronte le proprie responsabilità e cercare di convincerla a ripristinare tutti i servizi, almeno quelli essenziali della stazione e che assicuri la cura delle strutture di sua pertinenza, la sicurezza degli utenti (non dovrebbe esserci un Capostazione all'arrivo/partenza di un treno? io da un po' di tempo non l'ho mai visto!!!!).

Dovrebbe poi provvedere alla cessione od all'affitto al Comune o ad un consorzio di facoltosi imprenditori, di quell'enorme spazio (inutilizzato) racchiuso nel comprensorio ferroviario di Manfredonia (fatiscente ed abbandonato a se stesso), e che potrebbe rivelarsi una "formidabile" occasione per la nostra città, infatti, bonificando tale spazio, potremmo dotarci di un megaparcheggio (con tre punti d'ingresso), che all'occorrenza potrebbe essere adibito ad ospitare le fiere delle feste patronali, mercati ed altro, concerti musicali ed altre manifestazioni ad altissima affluenza di pubblico, una piscina comunale con annessi altre strutture sportive, un grosso centro commerciale, case e tutto quello che volete! Certo ci vorranno ingenti somme di Euro, ma non e' neanche un progetto faraonico, perche' non osare?