Vitto e privacy a rischio.
Abbiamo raggiunto nel bene e nel male il terzo millennio, l'Italia dalle statistiche economiche/industriali risulta una delle maggiori potenze del mondo, non a caso partecipiamo a pieno titolo alle riunioni intercontinentali ove si decidono le linee principali del futuro economico del globo.
Premesso questo, siamo un paese dotato anche di strutture idonee all'accoglimento di profughi, siamo un popolo di immense qualità, noi pugliesi, poi meriteremmo piu' di un oscar per la nostra generosità dimostrata nei confronti di gente proveniente da lontani terre travagliate da gravissimi problemi. Dopo quello che ho assistito di persona, provo rabbia e perplessita' di fronte a certe contraddizioni, ho avuto l'impressione che i profughi ospitati nei vari campi di accoglienza, per certi aspetti attinenti la logistica, siano trattati meglio che i ricoverati all'Ospedale Civile di Manfredonia.
Non discuto certamente l'aspetto medico/sanitario della struttura, ma mi e' bastato notare che in una stanzetta di un certo reparto sono ospitati 5 pazienti (un po' troppi), ma il colmo e' stato quando ho assodato che per i 5 pazienti e' disponibile per i loro bisogni logistici, solamente un armadio metallico a due ante, in poche parole i cinque pazienti devono posare il loro vestiario, indumenti intimi ed altro in comunità, in contrasto delle delle piu' elementari regole igieniche, di privacy e di buonsenso, oppure come alternativa tenersi la propria roba in una valigia.
Il vitto poi, non ho capito da dove arriva, chi dice da Orta Nova, Torremaggiore etc., oggi alle ore 12,30 ho dovuto limitare la visita a pochi secondi, in quanto i ricoverati stavano consumando il pranzo in ritardo, che sicuramente durante il bel viaggio in furgone, e' incappato in qualche incidente di percorso), e cosi finalmente inizia il tanto sospirato pranzo, con un bel primo magari (scotto e freddo), personalmente ho provveduto piu' di una volta all'acquisto di generi alimentari utili per il sostentamento del mio parente, mi soffermo qui.
In attesa di una risposta da parte della U.S.L. in merito ad una mia lamentale scritta, mi chiedo se e' giusto che un cittadino italiano debba essere trattato (per certi aspetti) da cittadino di serie B.