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pubblicato il 30 aprile 2002 alle 00:06               in Comunicati

Relazione semestrale sul Contratto d’Area

Una sintesi tratta dalla relazione ufficiale del sindaco, nonché Responsabile unico del Contratto d'Area, l'avv. Francesco Paolo Campo.

di Maria Teresa Valente

Carissimi lettori,

è stata pubblicata in questi giorni dal sindaco, l’avv. Francesco Paolo Campo, la relazione semestrale sullo stato d’attuazione del Contratto d’Area di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata.

Sperando di farvi cosa gradita, ho cercato di sintetizzarla riportandone di seguito solo alcune parti.

Per leggere la versione integrale potete collegarvi al sito ufficiale del Comune di Manfredonia.




La presente relazione sullo stato di attuazione del Contratto d’area di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata giunge in una fase in cui è intenso il dibattito intorno all’utilità degli strumenti della programmazione negoziata.

Sembrerebbe, infatti, che non tutti i patti territoriali e contratti d’area promossi nel triennio 1998-2000 abbiano prodotto gli effetti sperati.

È dubbio se i casi problematici riflettano una generale inadeguatezza.

Potrebbe anche darsi il caso che, più in particolare ed a prescindere dall’adeguatezza degli strumenti, non si sia registrata - al di là delle buone intenzioni - una reale capacità dei sistemi socio-politici locali nel corretto utilizzo delle opportunità offerte dalla programmazione negoziata.

In tale contesto anche la figura del Soggetto responsabile non ha potuto contraddistinguersi fino in fondo.

A circa quattro anni dalla sottoscrizione del Contratto d’area, non sono ancora stati sbloccati ed erogati i fondi per la costituzione degli uffici dei soggetti responsabili.

Allo stato risultano attivate 60 iniziative imprenditoriali, che hanno comportato la concreta erogazione di fondi da parte del Responsabile unico per Lit. 256.805.965.819 (allegato 1).

I comuni interessati hanno rilasciato ben 53 concessioni edilizie.

Dall’analisi degli atti a disposizione di questo ufficio non emergono lungaggini od omissioni nel rilascio delle pratiche in questione da parte degli uffici comunali interessati, né si rilevano lagnanze particolari da parte delle aziende.

Giova ricordare che la stipula del Contratto d’area risale al 4 marzo 1998.

Dopo poco più di due anni, registriamo dunque risultati altamente positivi. Basti la considerazione di un unico dato: 936 nuovi assunti, senza tener conto dell’occupazione indotta.

Risulta dunque davvero inconcepibile, oltre l’evidenza, e del tutto privo di significativi agganci con la realtà, il giudizio di chi ritiene che "in sei anni non si sia prodotto nulla".

Non si comprende effettivamente a quale contratto d’area si alluda quando si formulano analisi di questo tipo, utili a generare solamente disinformazione ed a coprire proprie incapacità, quando non siano funzionali a dissimulare altre verità.

Ciò produce danni ancor maggiori, ove tali inconcepibili giudizi provengano da soggetti od istituzioni che dovrebbero svolgere ruoli a tutela del pubblico interesse piuttosto che di parti ben definite.

Solo nove aziende hanno rinunciato all’investimento.

La crisi idrica, che affligge ormai da due anni la Provincia di Foggia, costituisce un altro elemento di preoccupazione e su questo si attendono risposte in tempi brevi dallo Stato e dalla Regione

La proporzione dei nuovi assunti in termini percentuali penalizza il Comune di Monte Sant’Angelo ed in maniera davvero significativa quello di Mattinata.

Nonostante le sollecitazioni del Responsabile unico, le parti sociali non hanno mai proceduto, come si erano impegnate a fare, all’attivazione di una organica banca dati e di meccanismi di governo del processo di incontro tra domanda ed offerta di lavoro.

Si riscontra, inoltre, una scarsa disponibilità delle imprese a fornire dettagli sulla qualità e quantità del personale necessario, sui tempi, modi e luoghi delle selezioni dello stesso.

Ma non va sottaciuto il ricorso eccessivo, che alcune delle imprese finanziate ha praticato, a fiduciari delle zone d’origine per la realizzazione delle opere, con conseguente affidamento in subappalto alle imprese locali e dunque incentivo al ricorso al lavoro nero.

Innegabile benefico effetto che si è riverberato sulla imprenditoria locale, è costituito dalla iniezione di fiducia innescata dalla realizzazione del Contratto d’area, che comporta e richiede continua capacità di confronto e necessario ricorso all’innovazione, non solo tecnologica ma anche culturale, con l’evidente effetto di aver risvegliato gli investimenti locali e la voglia di fare impresa delle migliori energie presenti sul territorio, tanto che la concreta possibilità che si giunga ad un terzo protocollo del contratto, ha già attivato decine di imprenditori del luogo.

In data 17 gennaio 2001 i soggetti promotori del contratto d’Area, unitamente al Responsabile unico, ai Sindaci dei comuni interessati, ai Rappresentanti delle amministrazioni regionale e provinciale, stabilivano di chiedere al Ministero competente l’autorizzazione alla rimodulazione delle risorse residuate a seguito delle rinunce, per procedere alla stipula di un terzo protocollo aggiuntivo.

A fronte dei 250 miliardi di lire concretamente disponibili, nella primavera dello stesso anno il Ministero competente autorizzò la rimodulazione di circa 130 miliardi di lire, che molto verosimilmente diventeranno circa 200.

Il terzo protocollo fornirà una formidabile occasione per procedere ad una reale integrazione del modello di sviluppo sinora tracciato, tenendo in maggior conto delle vocazioni precipue del territorio.

La comunità locale risulta notevolmente segnata dall’esperienza del disastro ambientale generato dall’Enichem e richiede su tali problematiche maggiore informazione e corresponsabilizzazione nelle scelte.

La possibilità di giungere ad una valutazione ambientale strategica (V.A.S.), con l’aiuto del Ministero dell’ambiente e della Regione Puglia, sarebbe un punto di arrivo di fondamentale importanza a tutela degli interessi primari della popolazione, che attende, unitamente all’Amministrazione comunale di Manfredonia - come già detto - una rapida soluzione ai processi di disinquinamento delle aree dell’ex-stabilimento Enichem e della falda acquifera ivi presente oltre che lo smantellamento dei restanti impianti non più in funzione.




Per approfondire:

Relazione integrale

Numero degli occupati del Contratto d’Area di Manfredonia al 15 marzo 2002

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