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pubblicato il 12 gennaio 2008 alle 08:05               in Economia

Edilizia, pochissimi controlli

Impazza il subappalto e il ricorso a contratti a termine e finti part time. Ciociola (Uil): “troppe irregolarità”

di Anna Maria Vitulano

Dopo un periodo di ripresa, tornano a scarseggiare i controlli dell’Ispettorato del Lavoro, soprattutto nel settore dell’edilizia: “una condizione –dichiara il responsabile camerale della Uil, Matteo Ciociola- da cui traggono vantaggio le grandi imprese, che si avvalgono sempre più frequentemente di piccole aziende in subappalto. Una indagine nazionale conferma, infatti, che nel campo delle costruzioni prevale il lavoro precario, i contratti a termine e il part time che è tale solo sulla carta poiché effettivamente si lavora per 8-10 ore al giorno. In questo modo le imprese risparmiano sulle retribuzioni, sulla contribuzione previdenziale, sull’indennità di disoccupazione, sulla malattia e, più in generale, sulle misure utili a garantire maggiore sicurezza sul posto di lavoro”.

 

Le grandi, poche e note imprese che operano nell’edilizia si limitano ormai sempre più spesso a “vendere” il lavoro acquisito. “Il Durc, il documento unico di regolarità contributiva –sostiene Ciociola- rappresenta una conquista per il sindacato e sta producendo importanti risultati nella lotta al lavoro nero. Ma se vogliamo evitare di vanificare la portata di questo strumento è indispensabile che si facciano approfonditi controlli sia sulla certificazione che determina il rilascio del Durc e sia sull’avvenuto effettivo adeguamento delle imprese alle leggi esistenti”.

 

Il mercato del lavoro non offre attualmente all’operaio edile altre o differenti possibilità di collocamento: “vige una forte concorrenza messa in atto da lavoratori che arrivano da vicini contesti territoriali e che offrono manovalanza generica o specializzata a prezzi stracciati di cui spesso approfittano le imprese che optano per il lavoro a cottimo o il subappalto. Alternative, dunque, non ve ne sono e per questo occorre intensificare i controlli –ripete il sindacalista della Uil- fuori e dentro in cantieri ad opera degli organismi deputati a farlo. Allo stesso tempo è utile insistere anche sulla creazione all’interno delle aziende del responsabile dei lavoratori per la sicurezza territoriale, figura introdotta dopo l’emanazione della legge 626”.