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pubblicato il 10 marzo 2008 alle 01:08               in Politica

PD partito unico? Pia illusione

Dopo aver ritirato l'appoggio alla maggioranza, il consigliere D'Errico prende le distanze dal PD: "la differenza continuano a farla i numeri"

di Anna Maria Vitulano

Una distanza ormai incolmabile separa il consigliere Luca D’Errico dalla logica e dalle scelte del centro sinistra. Dopo il ritiro del suo appoggio alla maggioranza di Palazzo San Domenico, l’ex repubblicano europeo passato all’Italia di Mezzo si porta fuori anche dal gioco politico messo in campo dal Partito Democratico a livello cittadino e provinciale: “il PD altro che partito unico! Non mi sbagliavo quando affermavo che il linguaggio non cambierà. Tra i due grossi partiti del PD ci si scambia ancora battute sulla “pari dignità”, figuriamoci allora quale può essere la considerazione potranno avere dei partiti “spiccioli” come un centesimo!”.

 

D’Errico ne ha avuto ennesima conferma in occasione delle prime riunioni convocate a livello locale alla vigilia della formazione del PD: “sono stato invitato –dice- solo al terzo di questi incontri e praticamente solo per farmi prendere atto di decisioni prese e ormai in via di definizione. Si ragiona ancora con i numeri e presto si arriverà al conteggio e alla resa dei conti per dimostrare le appartenenze originarie di ciascuno degli iscritti”.

 

Luca D’Errico, da oltre due decenni sulla scena politica e amministrativa cittadina, si dichiara stanco della malcelata indifferenza riservata ai partiti minori ovvero a quanti, come lui, pur potendo dare un contributo serio in termini di proposte, idee e suggerimenti, è stato lasciato in eterna panchina.

 

“Pur stando nella maggioranza, ho votato contro molti provvedimenti, alcuni anche parecchio importanti come quello sull’autorità portuale –precisa- ma non è certo stato questo ad avermi allontanato dalla coalizione. Il punto è che se qualcuno non viene ascoltato all’interno di una discussione, a maggior ragione se qualcosa da dire ce l’ha, che cosa ci sta a fare? Io non sono fatto per prendere schiaffi in faccia o subire mortificazioni. Ho sempre riconosciuto la validità dei numeri ma da questo all’essere offesi nella propria dignità politica ci passa molto”.

 

“Oramai –aggiunge- gli ideali sono cose del passato e oggi tutto viene calpestato con il pretesto del rinnovamento…ma non facciamo ridere i polii! Vedi quello che è successo in questi giorni con la nomina a segretario del PD a Manfredonia di Franco La Torre, assessore comunale all’urbanistica e vicesindaco: è la prova evidente che al potere si aggiunge altro potere. Non sarebbe stato più giusto e coerente nominare un segretario che stesse fuori dal palazzo?”.

 

Fuori dalla maggioranza che siede a Palazzo San Domenico e fuori dal PD presunto partito unico che candida Paolo Campo alla presidenza della Provincia di Foggia con "un diktat mascherato dalla liturgia della partecipazione", ma non dalla competizione elettorale. E’ probabile, infatti, che D’Errico trovi un collocamento alternativo che gli consenta di candidarsi per le provinciali. “Non è detto che resti fuori e se pure accadesse non lo ritengo un dramma. Una cosa è certa: i miei voti a loro non glieli do!”.