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pubblicato l'1 maggio 2008 alle 13:08 in Cultura
'Sotto sopra'
Torna in scena martedì 6 maggio lo spregiudicato spettacolo della Bottega degli Apocrifi
di Maria Teresa Valente
Una città dalle mille contraddizioni che negli anni ’80 andò “sottosopra”. È questa la Manfredonia raccontata in uno spettacolo, intitolato appunto “Sotto sopra” che racchiude in poco meno di un’ora, con mordace acutezza, uno spaccato della città alle porte del Gargano.
Dopo il successo ottenuto lo scorso dicembre, torna dunque in scena martedì 6 maggio alle ore 21, presso il teatro comunale Perotto lo spregiudicato spettacolo della Bottega degli Apocrifi. Sottosopra la terra, sottosopra le sedie, sottosopra i giornali, sottosopra una città, sottosopra il potere. Succede a Manfredonia nel 1988, quando un movimento di 3000 donne protesta contro una fabbrica chimica che da 20 anni minaccia la città con ripetuti incidenti. Sottosopra le abitudini: mogli, madri, figlie, nonne, lavoratrici, casalinghe, si ritrovano tutte le sere in piazza. Sottosopra le parole: nessuno crede più alla Politica, nessuno crede più alla Stampa, la piazza crede solo alla piazza, e le donne provano a credere alle donne. Sottosopra le relazioni: i vicini di casa, i conoscenti, gli amici, i familiari si dividono tra chi piazza e chi no. Sottosopra i ruoli: gli uomini osservano, applaudono, incitano, frenano, richiamano all’ordine.
Con il suo spettacolo, il regista Cosimo Severo porta in scena le donne di Manfredonia, quelle stesse donne che vennero guardate con sospetto dall’Italia intera. Un manipolo di donne, quelle sipontine, che riuscirono a far arrivare la propria voce fino al Ministero dell’Ambiente ed anche oltre, fino a Bruxelles. Un manipolo di donne preoccupate per la salute della propria città e delle proprie famiglie, in grado di sconvolgere un equilibrio politico e di far chiudere i battenti ad un colosso come l’Eni. Uno spettacolo che fa riflettere le generazioni di ieri, ma anche quelle di oggi.