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pubblicato il 6 maggio 2008 alle 11:28 in Opinioni
L'altra faccia del Contratto d'Area di Manfredonia
Alcuni dipendenti della Imar difendono a gran voce l'opportunità di lavorare nel proprio territorio
In seguito alla pubblicazione dell'articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno di domenica 4 maggio dal titolo "Contratto d’area ancora sotto i riflettori caporeparto denuncia azioni di mobbing", riceviamo e qui di seguito pubblichiamo una lettera da parte di un gruppo di dipendenti della Imar.Basta con tutte queste polemiche sterili.Basta con questa voglia di demonizzare la IMAR come tante altre realtà (e sottolineiamo realtà) della zona industriale.Basta con questo pensiero malsano che tutta la zona industriale sia l’ennesimo bluff per Manfredonia.Basta con tutta questa violenza mediatica verso realtà industriali dove, se ci metti serietà, impegno e professionalità, qualcosa la ottieni di sicuro.Basta con questa caccia alle streghe, dove la strega di turno si chiama IMAR.Basta con questo clima che ci opprime e ci toglie la serietà necessaria per andare avanti.L’art. 1 della costituzione italiana asserisce che "l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro"; ebbene dopo un periodo di vacche magre (vedi post Enichem), questo è il periodo delle vacche grasse, perciò sfruttiamolo…1000 posti di lavoro vanno tenuti con parsimonia.Non ha prezzo il lavoro dietro l’angolo di casa.Non ha prezzo la serenità di poter pagare un mutuo.Non ha prezzo la gioia per poter realizzare i propri progetti di vita potendo lavorare a casa propria.Non ha prezzo essere vicino ai propri affetti.Non ha prezzo sentire tutti i giorni l’odore della propria terra.Un gruppo di dipendenti della Imar