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pubblicato il 12 maggio 2008 alle 16:26               in Sport

Miracolo completato! La serie B rimane a Manfredonia

Incredibile stagione di un manipolo di manfredoniani in un campionato che parla molto brasiliano

di Antonio Baldassarre


La salvezza del Manfredoniac5 di quest’anno ha davvero dello straordinario.
Nessuno in estate avrebbe scommesso un centesimo sulla conferma in serie B del sodalizio sipontino.

Dopo la sofferta iscrizione al campionato, altri problemi sembravano insormontabili: il vestiario, le trasferte e tutto quanto serve ad uno società sportiva per affrontare un campionato serio ed impegnativo come la terza serie nazionale. Alla fine sacrificio dopo sacrificio si è deciso di partire.
La forza della società è stata la consistenza e la compattezza di un gruppo di calciatori che, rinunciando anche ai propri giusti compensi e alle lusinghe di tanti faccendieri che circolano intorno al calcio a 5, ha da subito dato la disponibilità a scendere in campo, ad ogni costo.

La determinazione del gruppo è stata la chiave di lettura di una stagione incredibile, nella quale un pugno di manfredoniani, indossando una maglia bianco-celeste a strisce verticali, ha strappato consensi ed ammirazione in tutti campi della serie B.

Il pari di Termoli, per 1 a 1, che sabato scorso ha sancito la salvezza del Manfredoniac5, è stato l’ultimo atto di questa annata, l’ennesima conferma dell’ossatura forte, temprata del team e ha consacrato, se ancora ce ne fosse bisogno, la classe cristallina di Gino Castriotta, alla sua cinquantesima rete stagionale.

Dopo la sagra del gol mancato dell’andata, a Manfredonia, e il risicato vantaggio per 4 a 3,  sembrava che la questione salvezza si fosse complicata; invece sul campo all’aperto dei molisani, già l’anno scorso fortunato per la salvezza dei sipontini, sempre a danni del Termoli, una grande attenzione tattica e la rete di Gino Castriotta hanno messo il match nella giusta direzione. Il pari, nel finale, dei termolesi ha lenito solo parzialmente il dolore del locali per una retrocessione maturata solo nell’ultimo mese.

Non è il momento per pensare ai programmi dell’anno prossimo, ma un messaggio che questa stagione ha lanciato forte e chiaro è la fiducia nei locali; se qualche soldino arriverà, come è auspicabile, non serve sperperarlo per avventurieri sudamericani, meglio sarebbe investire nella formazione di altri Gino Castriotta, Giuseppe Ese, Gaetano Orbelli, Antonio Cotrufo, Micky Facciorusso, Alessandro Di Tommaso e Yuri Totaro, che al di là della indispensabile presenza dei più anziani, Martino Portovenero, Mino Balzamo, Roberto De Michele e Stefano Aulisa, sono quelli che rappresentano il  futuro del Manfredoniac5.