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pubblicato il 14 maggio 2008 alle 15:08 in Attualitą
A proposito dei parchi eolici off shore
Interviene il presidente del neo distretto produttivo pugliese del mare, Antonio Di Savino
di Anna Castigliego
I soci del distretto produttivo pugliese del Mare hanno avviato per proprio conto un percorso di analisi e studio sulla prevista realizzazione degli impianti eolici off shore a largo del Golfo di Manfredonia a cura della Trevi Energy spa e della Gamesa spa.
Lo studio nasce dalla preoccupazione dei membri del distretto sullo stato di incidenza e compatibilità e sull'impatto socio-economico-ambientale che l'allocazione delle pale eoliche nel mare sipontino potrebbero avere per il comparto pesca e per la marineria locale, ridotta ormai a 250 imbarcazioni.
Secondo il presidente Antonio Di Savino, il solo impianto della Gamesa sottrarrebbe oltre il 20% delle zone di pesca di Manfredonia con una conseguente riduzione della forza lavoro. "Noi vogliamo cercare di capire insieme a tutte le forze di categoria, sociali e politiche interessate ma anche coinvolgere tutta la cittadinanza per comprendere e vagliare bene quali potrebbero essere i risvolti, positivi e negativi, dell'installazione degli aerogeneratori in mare in termini di occupazione, impatto ambientale e sociale per il territorio di Manfredonia”.
Per Di Savino, l’ennesima riconversione del territorio sipontino, che dalla sua originaria vocazione turistica e naturalistica si è lasciato sfruttare a livello industriale, va monitorata per bene con la garanzia da parte delle multinazionali di utilizzare e riqualificare le risorse umane e materiali prese in loco, di operarre scelte a favore della massima occupazione del territorio e programmi agevolativi per l’energia e buon utilizzo delle royalties derivanti, per non ritrovarsi ancora una volta a dover pagare le dirette conseguenze di una scelta piovuta dall’alto e soprattutto senza alcuna ricaduta economica positiva per il territorio stesso.
“L'importante, a mio parere, - prosegue Di Savino - è fare sistema, attraverso magari una discussione pubblica. Guardando i progetti Trevi e Gamesa, che circonderebbero di fatto il Gargano, partendo dal basso Molise sino a Margherita di Savoia, è evidente che il territorio di Manfredonia subirà nei prossimi cinque anni una modifica degli assetti socio-economici: la pesca si ridurrà del 50%, magari si avrà più acquacoltura sottocosta, cambieranno le abitudini della fauna terrestre e marina e soprattutto non si potrà parlare più di valorizzazione turistica.
Allora, va bene puntare sull’industria e sulla localizzazione di strutture per le energie alternative, ma deve essere una scelta condivisa e deve dare garanzie di ricchezza e riutilizzo delle risorse umane locali. Oppure – conclude - si può scegliere di valorizzare il territorio, sfruttarne le bellezze, enfatizzare e promuovere le scelte strategiche che lo pongano al centro dei flussi turistici importanti (per numero e reddito) attraverso la ripianificazione di almeno il 30% dell’esistente, facendo leva sulle provvidenze disponibili per il prossimo quinquennio. In questi scenari la pesca ed il mare, il Gargano ed il Parco sarebbero i Plus da sfruttare”.