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pubblicato il 6 giugno 2008 alle 13:03 in Attualitą
Caro-gasolio: sciopero a oltranza
I pescatori sipontini: “paradossalmente conviene più stare fermi che uscire in mare”
di Anna Maria Vitulano
Continua ad oltranza lo sciopero dichiarato dai pescatori di Manfredonia da ormai una settimana nell’ambito di una protesta contro il caro-gasolio che ha investito tutta Italia e altre nazioni europee. Uno sciopero proclamato dalla “base”, con il passaparola, senza la mediazione o l’iniziativa delle associazioni di categoria nei confronti delle quali sono espresse dure critiche.
Ma non è questo un punto sul quale la categoria vuole ora discutere. La pretesa che oggi hanno è una e fondamentale: l’abbassamento del prezzo pagato attualmente per ogni litro di gasolio (pari a poco meno di 80 centesimi, aumentato nel giro di un lustro del 200%) e la stabilità del prezzo stesso sul quale deve prendere impegno lo Stato italiano.
Il costo del gasolio è arrivato ad incidere in maniera così preponderante sulle spese da ridurre il guadagno a poche centinaia di euro. “Il mio peschereccio, l’Apocalisse - dichiara Antonio Carpano - ci assicura ricavi lordi per 20mila euro sui quali oggi il costo del gasolio pesa per circa 17mila euro: ci spiegassero come è possibile, in tali condizioni, continuare a mantenere in vita l’attività, pagare il mensile ai quattro componenti dell’equipaggio, coprire le spese vive e fare investimenti? Non vogliamo aiuti e agevolazioni, vogliamo solo che venga ridotto lo sconsiderato e incomprensibile aumento subito dal gasolio e che i tanti soldi che servono a finanziare studi e ricerche scientifiche vengano utilizzati in altro modo ossia per ridurre il prezzo del gasolio, perché siamo noi pescatori i veri custodi del mare e non c’è bisogno che qualcuno ci venga a dire dove, quando e come pescare. Non abbiamo voluto proprio noi pescatori far posizionare barriere sottomarine per salvaguardare i fondali?”.
La situazione è identica per la piccola pesca. “Il capitano e armatore di una piccola imbarcazione che impiega due soli membri di equipaggio spiega come paradossalmente sia “più conveniente stare fermi a terra che uscire in mare. Lo scorso mese di maggio il guadagno netto è stato di 127 euro a testa. Lo Stato vuole che si vada a rubare? Mi dica lo Stato italiano cosa devo fare se non vuole portare all’estremo il disagio patito dalla nostra categoria. Se devo rinunciare a questo lavoro, che ora come ora appare l’unica decisione saggia e meno dannosa considerato l’indebitamento in atto, se lo Stato non può nulla per ridurre il prezzo del gasolio, allo mi dica lo Stato quello che devo fare e io lo farò”.
Per la giornata di domani 7 giugno, i pescatori di Manfredonia, dopo la riunione di questa mattina presso il mercato ittico, hanno deciso di liberare gli ormeggi dei propri motopescherecci dalle 7 alle 10 e di presidiare il porto di Manfredonia. Contemporaneamente, a Gulianova Marche avrà luogo una riunione tra tutte le delegazioni delle marinerie dell'Adriatico per decidere se andare a Roma già nella giornata di lunedì 9 giugno o attendere fino a mercoledì 11 giugno in cui è stato fissato l'incontro con il ministro dell'agricoltura, Luca Zaia.