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pubblicato il 10 giugno 2008 alle 13:51               in Attualitą

Tre pullman per l'incontro con il ministro Zaia

L'incontro è stato spostato alle ore 12 del 16 giugno a Verona. Domani comunque i pescatori sipontini saranno a Roma per una protesta indetta dalla marineria pugliese

di Anna Castigliego

Tre pullman partiranno da Manfredonia per l'incontro con il ministro alle politiche agricole Luca Zaia, spostato da mercoledì 11 a lunedì 16 giugno a Verona. Un rinvio che secondo Federpesca ha scatenando le proteste di tutte le marinerie dell'Adriatico dove la tensione è già molto alta. Federpesca invita perciò Zaia, il quale incontrerà a Roma giovedì 12 giugno gli assessori regionali con delega alla pesca, ad essere celere come il ministro Scajola per l'autotrasporto e a dare risposte entro la settimana.

Intanto, una delegazione di pescatori sipontini sarà domani a Roma per partecipare alla manifestazione indetta da tutte le marinerie pugliesi, molto probabilmente a margine del rinvio dell'incontro con il ministro previsto, originariamente, proprio per la giornata di domani 11 giugno. I pescatori, stanchi
per l'assenza di provvedimenti e misure che ancora tardano ad arrivare, proseguiranno dunque l'azione di protesta a Roma davanti alla sede della Direzione Generale della pesca marittima e dell’acquacoltura del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Scopo della manifestazione è quello di chiedere al Governo interventi concreti a sostegno del settore ittico, messo in ginocchio in questi giorni dell’aumento del prezzo del carburante. Ad accompagnare i pescatori, ci saranno anche rappresentanti istituzionali di alcuni comuni costieri pugliesi per dimostrare tutta la propria vicinanza e solidarietà alla categoria marinara.

Sulla emergenza pesca, il sottosegretario all'Agricoltura, Paolo Russo, ha deciso di incontrare oggi, in commissione, tutte le sigle della categoria pesca per fare una proposta di politica istituzionale. "Sta accadendo - afferma Russo - ciò che accade in tutti i settori in cui il prodotto lavorato e tecnologie e ricerca, contano poco mentre conta di più il lavoro che deriva da macchinari ad alto consumo energetico. In questo ambito, è bastato poco per mettere fuori mercato e in difficoltà quelli che già soffrivano una condizione di criticità, come questa importante categoria. C'è un'esigenza immediata di adottare tutte le misure che ci possono aiutare a trovare una soluzione senza urtare la suscettibilità dell'Ue".

Secondo Paolo Russo, ciò di cui necessita il settore sono interventi strutturali e non aiuti 'tampone' che, "come per altri settori del mondo agricolo, agiscano non solo sul fronte dei sussidi, ma sul terreno della competitività. Da una parte, tamponare l'emergenza che pone sul lastrico migliaia di famiglie e centinaia di aziende; ma bisogna anche guardare dal lato del consumatore e migliorare l´offerta per competere sui mercati internazionali. Bloccare porti non serve, non è la strada della guerra e della guerriglia quella da percorrere. Dobbiamo lavorare sul fronte pensionistico, alla ricerca di soluzioni che possano aiutare e accompagnare chi è avanti negli anni".

Intanto, i pescatori francesi hanno sospeso le loro proteste ieri 9 giugno in vista del meeting che si svolgerà il 23 e 24 giugno a Lussemburgo dove la commissione di Bruxelles dovrebbe discutere la proposta dei pescatori e delle associazioni di bloccare il prezzo del gasolio sotto un tetto comune in tutta Europa, pari a circa 35 centesimi. La materia sarà sottoposta anche al ministro delle Attività produttive, Claudio Scajola.

In Portogallo, i pescatori hanno posto fine ad uno sciopero durato sei giorni e sono tornati in mare dopo che il governo ha stabilito di adottare delle misure di compensazione contro il caro-carburante.

Sul piede di guerra anche gli autotrasportatori che, per il caro gasolio, annunciano tre giorni di protesta in Puglia.