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pubblicato il 10 giugno 2008 alle 20:11               in Cronaca

Caro Nichi, il centro diurno è a rischio

E le promesse non sono state ancora mantenute...

di Maria Teresa Valente

Caro Nichi, le promesse non sono state ancora mantenute. È questo il sunto di una missiva inviata da Michele Grossi, direttore del Centro di Salute Mentale di Manfredonia e da Costantino Trotta, presidente dell’Associazione Psychè (Associazione di utenti e familiari per la salute mentale), al presidente della Regione Puglia Vendola.

Nel giugno del 2007 veniva inaugurato il ‘Centro Diurno e di Salute Mentale’ nei nuovi locali di Via Orto Sdanga a Manfredonia. "La nascita di questa struttura territoriale si proponeva una riduzione della spesa ospedaliera ma soprattutto –ha sottolineato il dottor Grossi- la riduzione del rischio della istituzionalizzazione e cronicizzazione che la patologia mentale  produce, migliorando la qualità della vita degli utenti con riflessi positivi sulla comunità per la riduzione di quelle sacche di marginalità e disagio. Senza salute mentale, come ricorda uno slogan della Società di Psichiatria, non c'è salute".

Alla nascita del centro venne stipulata una convenzione con l’ex ASL Fg2 con l’assunzione di due esperti a contratto ed un contributo per l’associazione.

“Nel 2008 la dirigenza dell’ASL ha promesso un rinnovo della convenzione, ma fino a questo momento non siamo riusciti a venirne a capo”,
continua Grossi che precisa “non vorremmo che tutto andasse disperso nel grande calderone dell’ASL”.

Il direttore del centro chiede quindi al presidente Vendola, anche a nome degli utenti, volontari ed esperti “di far luce su questa vicenda per venirne a capo”  poiché la situazione che si è venuta a creare nel centro diurno è grave ed siste il rischio reale di interrompere le attività e l'assistenza ai malati psichiatrici.