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pubblicato il 13 giugno 2008 alle 12:43               in Politica

Lo sciopero della pesca non varca l’aula consiliare

Se ne rammarica il consigliere indipendente Lurdo: “è la sede in cui anche chi non si riconosce in un partito può esprimere il proprio pensiero"

di Anna Maria Vitulano

C’è anche il consigliere indipendente Antonio Lurdo tra quanti si aspettavano che lo sciopero proclamato dai pescatori di Manfredonia nell’ambito della protesta intrapresa dalle marinerie pugliesi, italiane e di altri paesi dell’Unione Europea contro lo smisurato aumento del prezzo del gasolio a causa del quale le attività lavorative delle marinerie stanno subendo pesanti contraccolpi, fosse tema di attualità e importanza tali da giustificare la convocazione di una seduta di consiglio comunale.

 

“Sono molto rammaricato –dichiara Lurdo- per la vicenda del caro-gasolio e per la crisi che patisce la pesca locale, risorsa economica e fonte di reddito per centinaia di famiglie della nostra città. Ciò che non capisco è il motivo per cui sia la maggioranza che l'opposizione non abbiano chiesto la convocazione di un consiglio monotematico che potesse dare solidarietà e testimoniare la partecipazione attiva a quella che consideriamo una giusta causa”.

 

Rispetto a quanto diffuso dai media, il problema parrebbe interessare solo qualche forza politica e qualche consigliere regionale, “e invece non è così –ribadisce Lurdo- perchè ci sono consiglieri comunali come me, che non hanno partiti ne’ tessere e che pure vorrebbero dare il loro contributo, ma che non hanno altra possibilità per esprimere il proprio pensiero se non attraverso il Consiglio Comunale”.