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pubblicato il 4 luglio 2008 alle 20:22               in Comunicati

Tavola rotonda 'Cittadini del Mondo'

Per I ragazzi di Gioventù Dinamica una rassegna stampa sui temi dell'immigrazione all’insegna del dialogo e del confronto

Ancora una volta l’incontro della Rete Gioventù Dinamica riesce a calamitare l’entusiasmo dei giovani delle associazioni, dei partiti politici e delle parrocchie manfredoniane.

In occasione della tavola rotonda “Cittadini del Mondo”, svoltasi mercoledì 2 luglio presso il Centro Giovanile, i ragazzi della Rete “Gioventù Dinamica” hanno raccolto articoli sul tema dei migranti e discusso sugli argomenti di attualità avanzando proposte e spunti di riflessione.

Ad aprire il dibattito, Francesco Castrignano (Giovani Democratici) il quale ha rilevato che “spesso l’uomo pare abbia bisogno di individuare un nemico per ritrovare le ragioni di un’unità smarrita; in questo momento storico si è scelto un bersaglio facile: l’immigrato”, mentre “il fatto che nell’ultimo decennio il numero degli immigrati regolari presenti in Italia sia triplicato fa comprendere che tale fenomeno è ormai strutturale e quindi va trattato nell’ottica di una sana governance, evitando l’approccio costantemente emergenziale”.

Castrignano, riprendendo articoli dei quotidiani “l’Unità” ed “Europa”, ha affermato che la sicurezza si deve conseguire senza ricorrere all’esercito, ma tramite una “diffusa percezione della legalità” e ha concluso citando il Padre Scalabriniano Beniamino Rossi per cui “il rispetto dell’altro si ottiene con la conoscenza del suo Stato, della sua cultura e delle sue tradizioni: in questo modo si realizza una vera multiculturalità”.

La parola è passata ad Adamo Brunetti (Azione Cattolica, parrocchia Cattedrale) che ha ripreso un’inchiesta effettuata nella città di Cassibile (SR) pubblicata da “Avvenire”, per cui gli immigrati sono come “formiche invisibili nei campi siciliani, che nonostante il duro lavoro quotidiano, non riescono a garantirsi il minimo per il fabbisogno di tutti i giorni”.

Brunetti ha citato anche un articolo del “Messaggero” scritto dal demografo Golini per cui “l’immigrazione è in aumento e, mentre gli imprenditori non riescono a soddisfare la loro richiesta di manodopera a causa del numero insufficiente di immigrati, questi sono invece in numero eccessivo per la capacità d’accoglienza italiana”. Un intervento, quello del responsabile cittadino di Azione Cattolica, incentrato sulla necessità di analizzare la questione immigrazione non solo come un problema, bensì come una risorsa.

Il 40% degli articoli parla di immigrazione, ma solo per fatti di cronaca e di violenza”, ha chiarito Antonella Renegaldo (Giovani Italia dei Valori), “e i giornalisti non riescono ad essere neutrali quando parlano di immigrazione. Percepiscono la multiculturalità come fattore disgregante e pericoloso”. La Renegaldo ha spostato l’accento sul fatto che “i problemi derivano dall’immigrazione non regolata, per cui le proposte che si possono avanzare sono: regole certe nella gestione dei flussi e maggiori iniziative di integrazione”. Molto interessanti gli spunti tratti dal quotidiano “Gazzetta di Capitanata” riguardanti l’immigrazione a Cerignola per cui “sono i genitori immigrati ad insegnare ai figli il valore della legalità”.

Padre Arcangelo (Scalabrini) ha sollecitato una riflessione sugli scontri tra immigrati in Sudafrica. “Povertà, problemi sociali, spostamenti dalle campagne alle città, promesse elettorali non mantenute hanno alimentato il clima d’odio, per cui è scaturita la necessità di un capro espiatorio, individuato nell’immigrato”. Ha scosso i partecipanti il suo paragone con l’esperienza nazista, che assunse gli ebrei come capro espiatorio per tutti i problemi nazionali. Il missionario scalabriniano ha citato un articolo preso da "Nigrizia" (mensile dei missionari comboniani) per cui lo straniero è colui che "ruba" le nostre certezze basate sulla roba (il possesso di cose) e l'identità (quando è intesa in forma statica): lo straniero, aprendoci ad un confronto ci invita a rivisitare le basi di fondo dei nostri valori sui quali costruiamo la nostra società.

E’ la volta di Teodoro Fortunato (Coordinatore Forza Italia Giovani) che ha interloquito con Padre Arcangelo affermando che “l’identità italiana risiede nella Costituzione che è stata celebrata il 2 giugno” e poi pone l’accento sul dato che “il 70% dei reati di microcriminalità è commesso da extracomunitari, e di questi il 90% è rappresentato da Rom. Proprio per questo occorre una vera gestione dei flussi, consentendo l’ingresso nella nostra nazione solo a persone in possesso di un contratto di lavoro, ma soprattutto evitando l’accesso in Italia da parte di tutti i criminali e i malviventi romeni ed extracomunitari, che finora hanno trovato facile l’ingresso nel nostro Stato”. E per coloro che già circolano nel nostro paese ritiene inevitabili ed adeguate le misure utilizzate dal governo (impronte digitali ed espulsioni immediate e certe).

A seguire, il dibattito sui temi sollevati si è incentrato sull’importanza di una sana politica dei flussi migratori e sulla questione scottante della raccolta delle impronte digitali a fini censitori dei Rom.

Insomma, un’altra bella iniziativa promossa da “Gioventù Dinamica”, all’insegna della partecipazione, del confronto e della condivisione.